Freecom Toughdrive Sport
Dura prova per un vero 'hard' disk
Hdd a rischio
La formidabile capienza raggiunta dai dischi esterni ha un rovescio della medaglia. Se perdere qualche giga di dati per una caduta può non essere un dramma, su un hard disk da mezzo tera c'è senz'altro molta più roba e più noiosa da 'backuppare'.

Sull'affidabilità di queste unità esterne, alimentate da Usb e basate su dischi da 2,5 pollici, fino a poco tempo fa c'era molta incertezza. Eleganti contenitori in alluminio generavano ad ogni caduta vibrazioni potenzialmente micidiali sulle connessioni e le testine, cavetti e connettori non sono mai stati protetti contro pioggia e umidità e spesso non avevano la robustezza necessaria di reggere a continui stacca-attacca e al trasporto in situazioni difficili.
Eppure questi dispositivi sono sempre più popolari e personali. Viaggiano anche ben oltre i tragitti casa-ufficio e, insieme alle chiavette Usb, hanno quasi del tutto soppiantato i Dvd registrabili.
Per questo è nata una generazione di prodotti ad elevata affidabilità, che a fronte di un costo al gigabyte superiore alla media offre un livello di sicurezza del tutto nuovo.
Tra questi prodotti spicca il Freecom Toughdrive Sport, immediatamente riconoscibile per l'originalissimo design, con il voluminoso anello di alluminio, più per estetica (in realtà nasconde il sistema di chiusura del guscio) che per agganciarlo esternamente a uno zaino, e il cavo di connessione Usb integrato e protetto da una finitura simile a una corda da alpinista.

















