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Fritz! AVM, prova completa del Fritz!WLAN Repeater N/G

di Raffaello De Masi

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Prezzo:
99,00 euro, I.V.A. compresa
Pro:
  • Facile da mettere a punto. Può interfacciarsi con qualunque AP dello stesso standard
  • Include funzioni di streaming su rete FM
Contro:
  • La comune disposizione domestica delle prese di alimentazione impone la sua sistemazione molto bassa in un appartamento, con tutti i problemi relativi alla presenza di ostacoli. La sistemazione in alto , preferibile, impone un antiestetico collegamento elettrico
repeater 3.jpg
Giudizio:

Assolve alle funzioni tipiche di repeater senza la necessità di complicati e talvolta frustranti setup. Permette la distribuzione del segnale, con una rete a stella, in maniera semplice ed efficiente

Fritz! AVM, prova completa del Fritz!WLAN Repeater N/G

La prima configurazione

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06
07 2010


In teoria, l'operazione appare abbastanza semplice, e in effetti lo è, per chi sa dove mettere le mani! Molto spesso invece la situazione si complica alquanto, in quanto, per consentire questa operazione (in ambedue i casi del bridge e del repeater) occorre entrare sempre nella configurazione avanzata di ambedue le apparecchiature (quella trasmittente e quella ricevente) con lo scopo, per così dire, di "metterle d'accordo”.


Semplificando al massimo la cosa, le due periferiche devono "riconoscersi" tra loro,  vale a dire che l’una deve contenere i dati identificativi e le modalità di gestione di sicurezza dell'altra, in forma reciproca, oltre a spartire la stessa modalità di trasmissione (devono condividere lo stesso canale).


Non sempre, come dicevamo, quest'operazione è semplice e immediata. Sembra che gli stessi costruttori si siano inpegnati a rendere criptiche varie funzioni di questa messa a punto e, talvolta, è perfino complesso addirittura recuperare il numero MAC (un numero identificativo e unico che caratterizza ogni singola periferica in una rete). Si tratta di un numero "impresso" nel DNA della periferica al momento della costruzione e che non ha niente a che vedere con il numero IP, anch’esso  unico, identificativo della periferica sulla rete. E’, in genere, stampato su una etichetta attaccata da qualche parte dell’AP, ma quando questo non viene fatto, la ricerca può divenire affannosa se non si sa dove guardare!


Tra gli innumerevoli accorgimenti che, fin dall'inizio e dai tempi dei modem ISDN, AVM ha sempre mantenuto come esigenza primaria del gruppo, quello che sicuramente interessa di più all'utente finale è la semplicità di setup. Ricordiamo, ad esempio, l'ultimo nato in termini di access point, il 7270, il cui dongle (lo stick che consente la connessione della periferica al Wi-Fi) si configura automaticamente semplicemente inserendolo nella porta USB dell’AP, con trasferimento immediato e trasparente di tutti i dati di collegamento, ivi compreso l'ambiente di protezione. In altri termini, si inserisce lo stick nella porta del 7270, si aspetta qualche secondo e lo si collega, successivamente, al netbook o al notebook remoto, che sarà già immediatamente pronto a collegarsi.


Ma ritorniamo al nostro prodotto; si tratta di un'apparecchiatura delle dimensioni di un grosso pacchetto di sigarette, dotato, frontalmente, di un touch screen e, posteriormente, di una ingombrante (forse un po' troppo) spina di alimentazione. Il prodotto pesa, in tutto , meno di 150 g.


Una volta inserito in una presa di alimentazione, il sistema esegue una serie di verifiche interne e comincia a cercare le reti presenti. L'operazione, del tutto automatica, avviene tramite un dispositivo software, definito WPS (Wi-Fi Protected Setup, standard della Wi-Fi Alliance). Non è necessario (anche se, come vedremo, è altamente consigliabile) che la connessione debba avvenire con un prodotto AVM.


È però necessario che, per poter effettuare la connessione automatica, l'access point di distribuzione disponga della funzione WPS.


È opportuno altresì che (ma si tratta ormai di un'opzione praticamente presente su tutti quanti i sistemi) l'access point impieghi gli standard di cifratura WPA e WPA2. Non è tollerato invece il più vecchio standard -  che ha ampiamente dimostrato la sua debolezza -  che va sotto il nome di WEP.


Dicevamo che è consigliabile l'accoppiata con un 7270 di AVM  in quanto, in presenza di questo, l'operazione è estremamente facilitata. Il repeater, dopo il setup successivo all'avvio dell'alimentazione, mostrerà un cerchio luminoso sul touch screen. È sufficiente premere al centro di questo cerchio, premere sul tasto WLAN del Fritz!Box entro due minuti, e attendere qualche secondo fino a quando il LED WLAN del Fritz! inizia a lampeggiare. Il ripetitore registrerà tutte le opzioni di sicurezza del Fritz! box e, una volta terminata tutta la sequenza, mostrerà un segno di spunta sullo schermo.


Successivamente, a conferma della conclusione dell'operazione, scorrerà, sempre sul touch screen del repeater, una sequenza di informazioni, tra cui anche l'indirizzo IP a lui assegnato. In questo caso stiamo parlando di una rete DHCP (Dinamic Host Control Protocol), in cui i numeri  di rete sono distribuiti automaticamente dall’AP gestore dei numeri IP della rete.


Nel caso, probabilmente più frequente, e non si disponga di un access point con funzione WPS la procedura è leggermente più complessa o, per meglio dire, lunga. È necessario collegarsi al sito AVM (www.avm.de/en/repeater) e scaricare il wizard di installazione per la configurazione del ripetitore.


Il vantaggio dell'utilizzo di questo wizard, peraltro particolarmente facile da usare, sta nel fatto che consente di configurare la connessione anche in presenza di sistemi operativi differenti da Windows (Linux, Mac e più vecchie versioni di  Windows antecedenti a XP). Visitando questo sito è possibile recuperare anche eventuali aggiornamenti firmware del repeater stesso.


Come dicevamo, il wizard non richiede alcuna conoscenza tecnica in quanto è esso stesso che provvede a "rintracciare" il ripetitore prossimo e, attraverso il Wi-Fi, distribuire a esso tutti quanti i setup necessari.

 


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