Gryphon Diablo
Un demonio di amplificatore
Introduzione
Il Diablo è un massiccio amplificatore integrato da oltre 250 watt su 8 Ohm e 500W su 4 Ohm per ciascuno dei due canali, con cui abbiamo deciso di aprire un ciclo di prove destinate a prodotti audio esoterici per chi, nell'era dell'mp3, va ancora alla ricerca della massima fedeltà del suono.
La piccola casa danese, Gryphon Audio Designs, che lo ha progettato, prosegue con il Diablo una tradizione tracciata dall’uscita del primo integrato (il Tabu’), con l'intento di far vacillare uno dei miti tanto cari al popolo degli appassionati di alta fedeltà: “se non ho pre e finale separati non sono un audiofilo”.
La Gryphon Audio Design è nata nel 1985 dalla passione per l’Hi End dell’imprenditore danese Flemming E. Rasmussen che ancora oggi continua a guidarla con entusiasmo.
Fin da allora ogni prodotto contraddistinto dal logo del grifone è interamente progettato e costruito in Danimarca con la mission di portare l’ascoltatore sempre più vicino all'illusione di veder nascere la musica preferita tra mura domestiche come se ci si trovasse davanti agli artisti.
Tutti i prodotti fin qui realizzati coniugano caratteristiche tecniche d’avanguardia con un'estetica originale e un design molto curato.

Al primo integrato sono seguiti i modelli Callisto 2100 e 2200: due macchine che hanno saputo conquistare anche gli appassionati più esigenti. Quanto al Diablo, sta ridefinendo il concetto stesso di amplificatore integrato e, pur non essendo certamente un prodotto alla portata di tutti, intimorisce anche soluzioni hi-end più blasonate e ancora più costose degli 11 mila euro necessari a portarsi a casa questo capolavoro di tecnica artigianale.

Il costruttore sostiene infatti che rispetto alla realizzazione di una coppia pre-finale, quello che in un integrato viene risparmiato in chassis e connessioni può essere speso nell’utilizzo di una migliore componentistica.
L'idea sembra buona, purché alla fine non sia compromessa la resa sonora.
Abbiamo avuto in prova il Diablo grazie alla disponibilità del distributore Audio Reference e non si tratta di un oggettino che si mette sotto braccio e si trasporta con lo scooter: quando ci è stato consegnato è stato necessario farlo scendere del furgone con un bancale, di quelli che si spostano solo con il muletto meccanico, sul quale troneggiava una scatola di mezzo metro cubo pesante quasi quaranta chili.


















