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Ipad. Bello, ma perché comprarlo?

di Aldo Ascenti

9
Prezzo:
da 499 a 799 euro
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Ipad. Bello, ma perché comprarlo?

Introduzione all'iPad

Average: 3.9 (8 voti)
09
06 2010

Per averlo più in fretta ho disdetto il preordine che me l'avrebbe fatto arrivare a casa a metà giugno, e mi sono presentato direttamente all'Apple store.

Niente fila però. Il modello WiFi, quello che ho scelto, non è molto richiesto, per cui è bastato arrivare di lunedì, dopo la sbornia del primo weekend, per ritrovarsi il negozio libero con ancora una buona scorta di tavolette.



Apple invade il mondo Windows


Ma perché tanta smania per un prodotto costoso, che sulla carta non aggiunge nulla a tecnologie già note e porta con sé tutti i vincoli tipici dei device progettati a Cupertino?

Premetto che non posseggo l'iPhone e non sono un fan dei prodotti Apple degli ultimi vent'anni. Agli albori del personal computer sono stato, come tutti, affascinato dall'Apple II e poi dal frutto del progetto Lisa: il Macintosh prima maniera, con il suo schermo catodico da 9 pollici, più o meno grande come quello dell'iPad ma molto meno definito e in bianco e nero. Non mi sembra che i Mac di oggi abbiano però mantenuto lo stesso spirito rivoluzionario, se non per il design elegante.

Perché tornassi alla mela c'è voluta la tavoletta magica. La realizzazione del concetto di tablet pc che Microsoft ci aveva fatto immaginare dieci anni fa senza mai riuscire a realizzarlo in modo coerente.


La solita confezione minimalista dei prodotti Apple. Per partire ci vogliono iTunes e la carta di credito

L'iPad promette di far sparire la carta in modo molto più efficace di una riforma della pubblica amministrazione, di far dimenticare le interfacce fatte di oggetti che non si possono toccare con le mani, di abolire i lunghi elenchi a discesa di comandi misteriosi, di realizzare davvero l'inutilmente auspicato approccio "data-centrico" e di costringere i programmatori a scrivere applicazioni comprensibili da tutti gli utenti, senza discriminarli in funzione della data di nascita.

Tutte cose già dette, già fatte e già viste, ma inutili senza il coraggio di tagliare i ponti con il passato. Un coraggio che solo Steve Jobs ha saputo avere, e ha ribadito anche in questi giorni, quando ha definito Flash una tecnologia ormai in fin di vita, condannando alla discarica più di metà dei portali del Web, compresi quelli più recenti e innovativi, insieme a buona parte delle attuali tecniche di advertising online.


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