Nikon D700:
la nuova sfida è full frame
Com'è fatta
Chi, come noi, si aspettava entro giugno l'arrivo della D90, dovrà ancora pazientare un po', probabilmente fino al Photokina di settembre, ma Nikon ha comunque saputo catturare ieri l'attenzione degli appassionati annunciando una fotocamera davvero unica.
Il suo nome è Nikon D700 e rappresenta l'anello di congiunzione tra la professionale D3 e l'apprezzatissima D300. Da questa è derivato quasi completamente il corpo macchina, che nella nuova Nikon D700 risulta però più pesante: 995 grammi contro gli 825 della D300 senza batteria.

Parliamo quindi di una struttura in magnesio di provata affidabilità, completamente sigillata contro pioggia, sabbia e polvere (nella foto qui sotto, in giallo le guarnizioni) di dimensioni relativamente compatte e capace di offrire un'eccellente ergonomia e un design che porta la firma di Giugiaro. E la Nikon D700, a leggere l'etichetta sul fondo, è realizzata direttamente in Giappone, come la D3, onore riservato solo ai modelli più professionali della gamma, mentre perfino la D300 è "made in Thailand".

E che non si tratta di una D300 si capisce guardandola sul retro, dove spicca il grande mirino con lente circolare e palpebra di chiusura che caratterizza piuttosto la D3, rispetto alla quale la Nikon D700 è più corta di oltre tre centimetri, guadagna un centimetro anche in larghezza e profondità e 250 grammi di peso. Guardata da dietro sembra proprio una D3 senza la zona inferiore dedicata all'impugnatura verticale.
Sotto il cofano il sensore è invece lo stesso 12,1 megapixel in formato FX (foto qui sotto) già noto agli appassionati per essere una delle unità più sensibili mai prodotte: un full frame da 23,9x36 mm con campionamento delle immagini a 14 bit, microlenti gapless e sistema di riduzione della polvere a ultrasuoni incorporato.
.jpg)
Naturalmente il monitor LCD è lo stesso ottimo 3 pollici che equipaggia D3 e D300, con risoluzione 1920x480: una vera finestra, perfetta per sfruttare il live view con autofocus anche a contrasto direttamente sul sensore (quindi a partire da qualsiasi punto dell'immagine) e un'impressionante capacità di zoom fino a 200x per aiutare la messa a fuoco.
Ciò che è leggermente cambiato è il menu di scatto. Oltre alla consueta visualizzazione dei parametri sono state aggiunte due fasce di icone nella parte inferiore, che diventano attive premendo il tasto info e rappresentano altrettante scorciatoie a impostazioni avanzate dei parametri di scatto. Si tratta di un nuovo modo più veloce di accedere ai menu non disponibile al momento nemmeno sulla D3. Per quest'ultima sarà comunque disponibile un aggiornamento firmware che consentirà di usare tutte le nuove funzioni implementate sulla Nikon D700.
Quanto alle connessioni, la nuova Nikon ha tutto, a partire dall'HDMI fino a 1080i, che si affianca all'output video composito e all'USB 2.0, oltre alle connessioni per il comando a distanza e il terminale a 10 pin per la sincronizzazione del flash protetti da tappi di gomma sul frontale.

La batteria è affidata a una normale EN-EL3e ed è possibile montare il battery pack della D300. Inoltre la Nikon D700, diversamente dalla D3 e da molte altre professionali, ha un piccolo flash popup incorporato con numero guida 17 a 200 ISO, che ne aumenta la versatilità in viaggio.

Quanto alla memoria, la Nikon D700 usa una singola scheda CompactFlash come la D300, protetta da uno sportellino sigillato con sblocco di sicurezza.
Praticamente tutte le altre caratteristiche rimangono le stesse della D3, compreso il formidabile sistema di messa a fuoco a 51 punti MultiCAM 3500-FX con 3D tracking, la visualizzazione dell'orizzonte artificiale, e la possibilità di usare senza problemi ottiche DX scattando anche in questo formato ridotto, con la risoluzione che però scende a 5 megapixel.

















