Panasonic Lumix G2 e G10
Le nuove "quasi reflex" micro QT
L'economica e l'innovativa
Il micro quattro terzi e i suoi emuli (Olympus Pen, Samsung NX e prossimamente Sony) fanno parte delle poche vere novità di questa stagione della tecnologia applicata alle fotocamere. Panasonic lo sa bene e ha esteso la gamma delle sue Lumix con la G2, che sostituisce la G1, e con la G10, che allarga la famiglia per catturare utenti meno inclini alla spesa.

Rimangono invece in listino la costosa GH1, l'unica capace di video full HD, e la compattissima GF1, modello "cool", costoso e disponibile anche in bianco, come richiesto dalle ultime tendenze.
Per chi non lo sapesse, il "trucco" consiste nel togliere alla struttura delle reflex ciò che da il nome a questa categoria di fotocamere: lo specchio e il pentaprisma, con tutto il mirino ottico. Quello che rimane è il sensore, di dimensioni più grandi rispetto a una compatta tradizionale, e l'ottica intercambiabile. I vantaggi di questa soluzione sono le dimensioni molto contenute del corpo macchina e degli obiettivi, oltre alla migliore efficienza del grande sensore quando la luce è scarsa.
I due nuovi modelli, pur essendo sostanzialmente piccole variazioni su un tema già noto, propongono scelte in un certo senso coraggiose, discutibili ma sicuramente originali.
Per la G2 si punta sul touchscreen, il cui impiego non è facile da spiegare a un appassionato di fotografia. I pulsanti comunque ci sono tutti, per cui non è necessario abituarsi subito alla novità.
La G10 è invece un modello "limato", privo tutto ciò che non è essenziale. Lo schermo è fisso, il mirino Evf offre una qualità più modesta e le riprese video sono limitate alla codifica Motion Jpeg, decisamente meno efficiente dell'AVCHD lite delle altre "G". Il prezzo dovrebbe aggirarsi sui 549 euro, forse qualcosa in meno grazie alle offerte delle grandi catene di distribuzione, mentre la G2, anche lei in kit con il 14-42 mm, dovrebbe costare 699 euro.


















