Panasonic Lumix GF1
L'essenza del micro 4:3
Introduzione alla Lumix GF1
La Panasonic Lumix GF1 ha dimensioni e caratteristiche davvero poco comuni. Piccola ma terribilmente densa e 'metallica', sembra fatta apposta per piacere agli appassionati alla ricerca di uno strumento da artista che, all'occorrenza, possa sparire in una tasca.

È la prima fotocamera a rappresentare degnamente i concetti alla base della nascita del sistema Micro Quattroterzi, di cui abbiamo parlato qui, al lancio della G1.
Costruzione d'altri tempi, dimensioni ridottissime e forma appena sagomata, essenziale come si faceva una volta, ma dentro la tecnologia non manca.
A smentire chi la considera alla stregua di una comune compatta c'è prima di tutto il prezzo, decisamente da reflex, e le complete possibilità di intervento manuale. Poi viene la qualità, del corpo macchina, del sensore e soprattutto delle nuove lenti, che uniscono piccole dimensioni a caratteristiche ottiche di gran livello. Peraltro su questo fronte ne vedremo delle belle anche in futuro.

Ad appena due mesi dall'annuncio, la GF1 comincia già ad avere una comunità di fans, affascinati dalle sue possibilità. Se il sensore LiveMOS da 13 megapixel è ben noto, con i suoi pregi e difetti, la GF1 ha infatti anche capacità video, seppur meno evolute rispetto alla più costosa e ingombrante GH1 (che è full-HD). A completare il quadro di uno strumento estremamente creativo vanno aggiunte le possibilità di controllo e la disponibilità di lenti di qualità elevata, come l'ultrapiatta 20 mm Lumix G F1.7, che equivale a un 40 e, sulla carta, offre doti di nitidezza e luminosità capaci di soddisfare i più esigenti.

In più le piccole dimensioni rendono la GF1 decisamente sottile, quasi invisibile con il 'pancake' nella tasca di una giacca. Comunque molto meno invadente di una reflex per chi va a caccia di scatti non convenzionali.

















