Prova Nikon D90
Introduzione
Due anni. Questa è la durata sul mercato di una reflex di fascia intermedia. Non è neanche pochissimo se si pensa ad altri prodotti di tecnologia. Il problema è che a una buona fotocamera ci si affeziona molto più che al computer o al telefonino, soprattutto se la si usa ogni giorno anche per lavoro.
Questo perché una reflex ci metti sempre molti mesi prima di capirla e sfruttarla a dovere, prima di prevenire i suoi piccoli difetti e impadronirti dei suoi segreti più nascosti.
Per questo la Nikon D90 parte svantaggiata. Ha infatti l'ingrato compito di sostituire un modello molto amato, che gli appassionati hanno imparato ad apprezzare nel tempo ed è ancora uno dei prodotti simbolo del blasonato marchio giapponese, che in Italia conta moltissimi fans.

Le due Nikon di fascia media. La D90 è a sinistra
Per chi non lo sapesse la D90, come la D80 che sostituisce, è una reflex compatta che si posiziona in quella fascia di prezzo intorno ai mille euro che comprende prodotti con caratteristiche superiori ma destinati a un impiego prevalentemente amatoriale.
In realtà, a voler pesare con il bilancino il prezzo di listino, la D90 non ha moltissimi concorrenti diretti. La Canon 450D costa, solo corpo, circa 200 euro in meno, per cui si potrebbe considerarla in una fascia inferiore, mentre la semi-professionale Eos 50D ne costa quasi trecento in più e rivaleggia piuttosto con la D300. C'è poi la Sony Alpha A350, solo leggermente meno cara, ma forse troppo originale in alcune soluzioni, come il sensore secondario per il live view, per incuriosire un aspirante nikonista legato alla tradizione.

Ancora la D90, a sinistra, a confronto con la D80, a destra
La principale concorrente della D90 è forse proprio la D80, quasi identica all'apparenza, ma così sostanzialmente diversa in ogni componente interno e caratteristica tecnica.
Gli ultimi due anni non sono infatti trascorsi invano, e la nuova Nikon ha un sensore diverso per definizione e tecnologia, ovvero il Cmos da oltre 12 megapixel di derivazione Sony che equipaggia anche la D300 e raggiunge livelli di Iso fino a 6400. Nuovo anche lo schermo, che ora è il grande 3 pollici a risoluzione elevatissima, ma soprattutto c'è il live view. Si tratta di una versione leggermente rivista al ribasso della tecnologia già inclusa nel modello Nikon superiore, ma è comunque un vantaggio che in studio e nello still life diventa molto concreto e che solo due anni fa non era pensabile per una reflex di impostazione tradizionale.
Ma le differenze con la D80 non si fermano a questo. I menu sono stati ritoccati e si arricchiscono di funzioni inedite, non tali da disorientare il nikonista, ma comunque significative. E poi c'è la controversa capacità di catturare video, presentata anticipando di poco un annuncio analogo della rivale Canon con la Eos 5D mark II.

Abbiamo avuto a disposizione la D90 abbastanza a lungo da proporvene una prova completa, nella versione con in kit la nuova ottica 18-105 stabilizzata, mettendola costantemente a confronto con la D80, di cui chi vi scrive si serve da quando è stata lanciata negli ultimi mesi del 2006. Speriamo di riuscire in queste pagine a farvi capire se l'upgrade vale la pena e quanto possano essere interessanti invece i ribassi sulla D80 che molti negozi, online e non, stanno praticando in questi giorni.

















