USB 3.0 Super Speed
la seriale delle meraviglie
Dalla porta seriale all'USB 3.0
La prima dimostrazione del funzionamento dell'USB 3.0 risale al 2007. Nel corso dell'IDF di quell'anno il nuovo standard venne mostrato al pubblico con le sue straordinarie specifiche, che prevedono una velocità di ben 4,8 Gbit/s.
Da allora, però, si sono viste ben poche periferiche compatibili e nemmeno sono state commercializzate seriamente schede madri in grado di sfruttarlo. L'attesa comunque sta per finire, e tra la fine dell'anno e i primi giorni del 2010, l'Usb 3.0 dovrebbe diventare standard per i nuovi Pc e per le periferiche che necessitano di maggiori prestazioni.
The Doors, Le Porte della Conoscenza. I fans del gruppo ci perdoneranno l'ardito parallelo, dovuto alla musica che ha scandito alcune delle ore passate a scrivere questo articolo, ma è indubbio che le porte dei computer siano estremamente importanti. Le varie Seriale, Parallela e FireWire erano abbastanza statiche, nel senso che non era possibile collegare più di una periferica ad una sola porta.
La veloce ma meno diffusa porta di tipo parallelo SCSI permetteva invece di collegare più periferiche – in daisy chain, ossia in cascata a partire dalla prima – ad un unico controller. Le sue ultime versioni sono velocissime, arrivando a ben 640 Mbps, contro i circa 60 della USB 2.0.

Ma la porta di gran lunga più diffusa attualmente resta l'Universal Serial Bus. La sua introduzione ha consentito non soltanto la creazione di periferiche di tipo nuovo ma ha anche rivoluzionato la maniera nella quale si usano le porte stesse. Fra le peculiarità di questo standard seriale citiamo la sua espandibilità: ogni porta, tramite l'uso di hub con connettori multipli, è in grado di gestire più periferiche, fra le quali possono esserci altri hub. In questo modo, con una struttura ad albero, è possibile collegare fino a 127 periferiche ad una singola USB: nel conto entrano anche gli hub (collegabili in cascata nel numero massimo di 5) e, dato che essi supportano in genere 4-5 porte al massimo, il numero dei dispositivi collegabili scende parecchio, rimanendo comunque abbondantemente superiore alle esigenza dell'utilizzatore medio.
I cavi di collegamento possono essere lunghi fino a 5 metri prima che sia richiesto l'uso di un boost che riporti il segnale al livello delle specifiche, ed è anche prevista la presenza di una tensione di alimentazione a 5 V con un'intensità di 500 mA massimi, destinata ad alimentare le periferiche meno avide di energia (le altre richiederanno un alimentatore esterno).
La comunicazione fra i dispositivi avviene seguendo lo schema dell'interrogazione, o polling, che prevede che il controller chieda ciclicamente alla periferica se ci sono dati da scambiare. Questo approccio, se da un lato comporta un'occupazione delle risorse del controller e del PC, dall'altro permette di costruire periferiche meno costose. In Windows Vista il polling di default vale 125 Hz, che equivale a dire che le periferiche vengono “interrogate” 125 volte al secondo, ossia ogni 8 millesimi di secondo (gli smanettoni – molti lo sapranno già – saranno contenti di apprendere che la frequenza di polling può essere aumentata con percettibili miglioramenti nel feeling di periferiche quali mouse, tavolette grafiche e gamepad).
Diretta conseguenza di questa struttura è l'impossibilità, per le periferiche conformi allo standard USB, di scambiarsi dati fra loro; la situazione cambia se la porta è compatibile con estensioni (le più comuni sono la USB-On-The-Go e la Pict Bridge) che la rendono capace di comportarsi come controller e, per esempio, inviare file ad una memoria o ad una stampante. Altra novità dell'USB è stata (si parla del “lontano” 1996) l'hot plug and play: si può inserire o espellere la periferica – riconosciuta automaticamente nella maggior parte dei casi – anche con il computer acceso.


















