Ricercatori dell'Università di San Diego, in California, hanno pubblicato l'ultima edizione di una serie di report intitolati "How muck consumer goes information?”.
Scopo del lavoro è stato quello di stimare la quantità di dati e contenuti che un utente medio americano utilizza in un anno.
I risultati forniti dalla ricerca si riferiscono all'anno 2008 e sono espressi in termini di puri byte; l'analisi ha rivelato che ogni americano "consuma" 3,6 zettabyte di dati all'anno, con una media di 34 GB al giorno.
È opportuno comunque ricordare che l'analisi è preceduta da alcune precisazioni; in particolare essa avvisa che i quantitativi si riferiscono anche a pixel, tanto per intenderci quelli che vengono utilizzati durante i videogiochi. Questo determina, ovviamente, un aumento considerevole dei quantitativi medi giornalieri; nella stessa analisi viene evidenziato che le effettive informazioni fruite rappresentano circa il 35% del valore totale.
Il report è stato redatto tenendo conto di una serie di fattori concorrenti, come ore spese nella lettura, numero e qualità dei giornali e dei libri consultati e così via. L'analisi tiene conto di alcune procedure di tipo statistico, come verifica del numero delle parole che in genere un utente legge all'interno di un quotidiano o in tipologie di ricerca non specializzata (come, ad esempio, consultazione di un elenco telefonico o lettura delle etichette di un prodotto in un supermercato).
Una ricerca di questo genere, di tipo squisitamente statistico, non tiene conto, almeno per adesso, di settori specializzati suddivisi per l'utilizzo delle informazioni; nel rapporto si legge che i ricercatori stanno creando delle categorie, nell'ambito dei risultati ottenuti, per poter evidenziare, più in particolare, la fruizione dei dati da parte di categorie specializzate.
L'indagine, che ha richiesto quasi 2 anni di analisi e di elaborazione, non ha praticamente precedenti, se si esclude una ricerca avviata nel 1980 presso l'università di Berkeley e portata avanti da Hal Varian, attualmente in forza allo staff di Google. Rispetto ad allora, il numero delle informazioni fruite da ogni utente è aumentato del 360%.
Interessante, nei risultati, scoprire come molte delle informazioni provengono da operazioni di (per così dire) multitasking mentale, come leggere un giornale o navigare su Internet mentre si ascolta la tv.
Chi fosse interessato da analizzare più a fondo i risultati di questa ricerca può consultarla, gratuitamente, qui.
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Zettabyte: lo zettabyte è una unità di misura dell'informazione della quantità di dati. Il termine deriva dalla unione del prefisso zetta con la parola byte ha per simbolo ZB.
Il prefisso zetta deriva dal termine greco sept e serve a indicare la settima potenza di 1000. Nella pratica comune, ha assunto il seguente significato:
1.000. 000. 000. 000. 000. 000 byte = 1021 byte = 1 triliardo di byte
(da Wikipedia.it)


















