L'era della privacy è finita, parola di Facebook. Questo il pensiero diMark Zuckerberg, CEO del social network, anche se non ha esattamente usato questa espressione. Che pure gli è stata attribuita erroneamente, come precisa Techcrunch, autore dell'intervista in cui Zuckerberg l'avrebbe pronunciata.
La sostanza però non cambia: Zuckerberg vuole che "Facebook cambi in accordo con i propri utenti e sia aggiornato”. Insomma, Facebook riflette un dato di fatto e segue un trend, non lo provoca. Così Zuckerberg risponde indirettamente alle critiche suscitate dal cambio di politica sulla privacy adottato qualche settimana fa: alcuni gruppi americani per la difesa dei dati personali l'hanno giudicata meno restrittiva della precdente, presentando anche un reclamo alla Federal Trades Commission.
Certamente il social network, che è anche un'azienda, fa i suoi interessi, e la condivisione dei dati personali (largamnte intesi) è proprio il sale di Facebook & C. Ma Zuckerberg sembra non avere non ha tutti i torti. Anzi, l'esperienza dimostra che, se vale la pena, la privacy la sacrifichiamo tranquillamente. Basti pensare alle carte di credito, tessere a punti, abbonamenti, una mail diffusa come quella di Google che agli esordi aveva fatto scalpore perché controlla quello che scriviamo per mandarci la pubblicità mirata. E una serie di altre situazioni quotidiane in cui siamo monitorati, e i nostri dati personali vengono raccolti e usati.
Ma questa disponibilità a condividere i dati non è solo un male minore tollerato, a volte è un piacere fine a sé stesso. Oltre ai social network più noti lo dimostra, per esempio il caso di Blippy, un sito in cui condividere gli acquisti fatti con le carte di credito. In meno di un mese avrebbe raccolto 2500 adesioni, transazioni per un valore medio di 146 dollari, un valore complessivo di 200.000 dollari al giorno e un totale di 3,8 milioni di dollari di transazioni in acquisti condivisi. E in lista d'attesa ci sarebbero altre 10000 persone ben contente di raccontare al mondo intero che cosa comprano.
Fonte: Techcrunch


















