Diversi analisti specializzati in sicurezza hanno espresso, subito dopo l'annuncio dell'accordo, sorpresa e perplessità, affermando esserci poco senso nell'annunciato matrimonio.
La maggior parte degli osservatori ha riferito di non vedere quale sinergia ci possa essere fra le due società; che sia un'acquisizione per creare un investimento di tipo venture capital è fuori discussione, ha riferito Peter Firstbook del gruppo Gartner, ma che effettivamente ci possono essere dei benefici reciproci nella collaborazione resta pur sempre un'ipotesi alquanto debole, a causa soprattutto del target the diametralmente opposto tra le 2 aziende.
D'altro canto l'acquisto è probabile che abbia efficacia e benefici per i rivali di McAfee come Symantec, Sophos, Kaspersky, almeno a breve termine. Ogni produttore di pacchetti di sicurezza tenterà, infatti, di acquisire clientela di McAfee grazie al disorientamento che i suoi clienti avranno sicuramente subito alla notizia della vendita.
Tutti i commenti, quindi, contrastano con le dichiarazioni del presidente di Intel, Paul Cellini, che la mattina dell'acquisizione affermò senza mezzi termini che il connubio rappresentava un componente fondamentale della politica di sicurezza on-line nell'obiettivo dell'azienda.
A confermare la fiducia nell'operazione ha aggiunto che l'arrivo di McAfee ha portato al gruppo persone dotate di molto talento che sicuramente riceveranno, nell'ambito dell'azienda, i riconoscimenti che meritano.
In ogni caso Firstbook ha rincarato la dose, affermando che l'integrazione della tecnologia di sicurezza nei possibili nuovi progetti di Intel sarà lunga e non priva di difficoltà, e che probabilmente sarebbe stato meno oneroso, anche a livello finanziario, per l'azienda stabilire una partnership piuttosto che avviare un acquisto.
Fonte: IT World








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