Un documento della UE, nel promuovere il pacchetto di proposte, recita che "L’attuale frammentazione scoraggia gli investimenti e danneggia sia i consumatori che gli operatori".
Il cosiddetto Telecom Packet propone, tra l’altro, che i navigatori “pescati” per tre volte a scambiare materiale protetto da copyright sui network di file-sharing siano esclusi dall’accesso a Internet.
Altri emendamenti riguarderebbero quali software possono essere usati sul web. In quest’ultimo caso sarebbero i governi dei singoli stati a poter decidere.
Potremmo arrivare al punto che programmi come Skype o Firefox potrebbero essere fuori legge se non certificati dalle autorità.
Gli attivisti hanno già detto che queste leggi sono contro la privacy e fanno dei provider Internet dei guardiani del copyright. Secondo Christophe Espern, cofondatore del gruppo per i diritti digitali La Quadrature du Net, si tratta addirittura di misure orwelliane.
Il gruppo britannico Open Rights Group, da parte sua, ritiene le norme sproporzionate e prive di efficacia.
Il testo definitivo verrà votato alla ripresa dei lavori del Parlamento europeo, a settembre.
Fonte: BBC


















