.Lo riporta APWG (Anti Phishing Working Group) che, in una accurata analisi pubblicata ieri, indica come responsabile di 2/3 di questo tipo di traffico maligno un gruppo prevedibilmente localizzato nell'Europa dell'est.
L'organizzazione, divenuta in breve la gang di phishing più organizzata e dotata di infrastrutture mai vista, è accreditata di aver perfezionato un sistema, già esistente, per produrre falsi siti e per distribuire, da essi, tutte le altre operazioni destinate all'operazione criminale.
Nel report si legge che Avalanche ha colpito oltre 40 banche e servizi finanziari on-line solo nella seconda metà del 2009.
L'ambiente può essere considerato il successore di un precedente gruppo criminale, denominato "Rock Phish", che guadagnò notevole eco mondiale negli anni tra il 2006 e il 2008, e che rappresentò, in quel periodo, il primo vero tentativo riuscito di automazione del phishing su scala mondiale.
La tecnica di questo gruppo, pressoché identica a quella di Avalanche, prevedeva la registrazione regolare e periodica di un grosso numero di nomi di dominio; il sistema era (ed è) molto ben congegnato, in quanto ogni registrazione non invia più di una mezza dozzina di comunicati in forma discreta, così da non essere individuata dai sistemi di controllo.
Avalanche è comparso, per la prima volta, nel dicembre di due anni fa, e già in quel periodo fu considerato responsabile del 24% degli attacchi, riconosciuti simili a quelli di Rock, ma molto più sofisticati e, inoltre, in volume e dimensioni più elevate.
Ma è solo nella seconda metà del 2009, probabilmente dopo una fase di test accurato, che l'attacco diventò sempre più violento e prevalente. Addirittura, nel novembre dell'anno scorso, l'ambiente subì un'ulteriore evoluzione, modificando significativamente la tecnica di attacco con l'acquisizione di nomi di dominio accuratamente scelti tra quelli molto simili agli autentici.
Fonte: SC Magazine


















