La Banca d'Italia ha deciso di bloccare, in via cautelativa, l'emissione di carte di credito e di debito da parte del gruppo, avendo rilevato una serie di irregolarità e di mancato rispetto della normativa contro il riciclaggio, l'usura e la tutela della trasparenza.
Bankitalia ha stabilito che da lunedì prossimo non sarà più possibile attivare nuove carte di credito; l'imposizione non interessa quelle già emesse e non è, in ogni caso, da considerare definitiva.
Lo stop al rilascio è stato deciso dopo una serie di verifiche della banca che ha evidenziato come, nella gestione dei documenti contabili nei confronti dei clienti, l'azienda si sia dimostrata poco chiara nei rapporti. In particolare, nel provvedimento emesso a seguito di una ispezione effettuata a carico dei documenti del gruppo Europa Limited, il pubblico ministero Michele Ruggiero, della Procura di Trani ha parlato espressamente di "carente rispetto della normativa antiusura" vietando, in via cautelare, di "intraprendere nuove operazioni di emissione di carte di credito o revolving".
L’Adusbef (Associazione difesa consumatori ed utenti bancari, finanziari ed assicurativi) ha, inoltre, comunicato di costituirsi parte civile al processo chiedendo all'antitrust di intervenire anche su altre società di gestione di carte di credito, evidenziando come, in particolare, nelle emissioni e nella gestione delle carte revolving, molte di esse utilizzino criteri definiti "disinvolti".
Una delle irregolarità particolarmente gravi è quella secondo cui nella documentazione contrattuale e nella pubblicità il Taeg è indicato pari al Tan, che invece dovrebbe essere calcolato volta per volta in base alle ipotesi più cautelative, soprattutto per quel che riguarda i pagamenti con rimborso a rate.
In particolare, l'associazione evidenzia come gli estratti conto di AmEx manchino dell’indicazione della data di valuta delle spese effettuate, del limite di affidamento (che, per le carte con rimborso a ate varia a seconda della esposizione mensile), del rapporto di cambio e di conversione di valuta. Il tutto con grave danno, nei confronti del cliente, circa la conoscenza dell'evoluzione del debito.
Fonte:Il Sole 24 Ore


















