Il 2009 non è stato certo un anno facile, per quel che riguarda la sicurezza; nuove strade sono state esplorate dagli hacker, in particolare per quel che riguarda il social network.
In questo, Facebook è stato sicuramente al centro del mirino, con episodi anche allarmanti di furto di identità e accesso non autorizzato.
.Come ogni anno, Norman, azienda leader nel campo della security, ha distribuito ieri, attraverso l'agenzia Sound Public Relations di Milano, un'ampia dettagliato report sull'aumento del malware.
Nella relazione si legge che se il 2007 aveva già mostrato, in forma preoccupante, il record più elevato di tutti tempi nell'aumento di firme di aggiornamento dei database degli antivirus, il 2008 ha stupito, con un aumento addirittura superiore al 20% rispetto all'anno precedente. E le previsioni non sono certo rosee, considerando che tutto lascia pensare che quest'anno il fenomeno si ripeterà e, probabilmente, sarà destinato ad ampliarsi.
Il lato più preoccupante riguarda lo sfruttamento degli ambienti di social network per la diffusione del malware; nel 2009 il più grande problema di sicurezza è stato proprio quello relativo alla diffusione di contagi attraverso queste forme di contratto, sfruttando ampiamente il social engineering.
Pesante, poi, è stata la tendenza degli autori di malware a utilizzare le vulnerabilità insite nei sistemi operativi e, subordinatamente, nelle applicazioni. Microsoft, manco a dirlo, è stato al centro dell'attenzione ma attacchi consistenti si sono avuti anche nei confronti di altri ambienti, primo tra tutti quelli Apple e, cosa ancora più preoccupante, l'area mobility.
Inoltre si è manifestata una nuova curiosa tendenza, vale a dire la possibilità di acquisto di exploit già pronti che poi vengono personalizzati e ulteriormente migliorati da sviluppatori indipendenti.
Ancora, sono stati ampiamente utilizzati eventi mediatici per il lancio e la distribuzione di malware. Sfruttando analogie e somiglianze, come l'elezione del presidente degli Stati Uniti, le catastrofi o gli eventi sportivi, hacker senza scrupoli non hanno avuto difficoltà a produrre falsi ambienti da cui distribuire software maligno.
Probabilmente il più grosso evento di questo genere è stata la morte di Michael Jackson, in corrispondenza della quale il livello di allerta che molti produttori di antivirus individuano in base agli eventi di contagio ha assunto valori impressionanti.
Sul fronte più avanzato, e, per così dire, sperimentale, la fine dell'anno ha visto un nuovo trend di contagio; già da tempo è iniziato a circolare un nuovo worm che attacca il firmware dei router/modem/access point ADSL. Il primo episodio di rilievo, verificatosi nel mese di agosto, ha trovato impreparati i produttori di sistemi antimalware, data anche la atipicità dell'attacco stesso.
La fioritura di tutti questi problemi ha determinato, di converso, un curioso e per molti versi preoccupante fenomeno; l'aumento del riconoscimento dei falsi positivi. La complessità e la crescita a dismisura delle librerie delle firme complica ancora di più il lavoro di discernimento tra prodotti validi e infezioni.
Molto spesso gli aggiornamenti periodici che i produttori antivirus offrono agli abbonati si rivelano particolarmente lunghi da scaricare e installare. Il motivo è presto detto; il produttore ha necessità di intervenire con maggiore accuratezza sulla libreria di firme già da tempo distribuita, modificandola in modo che le stesse firme, presenti purtroppo sia nel codice di nuove forme di contagio, sia in quello di qualche applicazione legittima, facciano individuare prodotti validi come elementi infetti.
In conclusione, la battaglia si è fatta e in futuro si farà ancora di più senza quartiere e la vita dei produttori antivirus diventa sempre più complessa, in considerazione della necessità di mantenere un livello di protezione alto ma, anche, di garantire flessibilità e agilità negli interventi.
Fonte: Sound Public Relations: e Norman Italia


















