Dopo le contrastate vicissitudini che la legge antipirateria ha visto in parlamento francese, vicende che hanno definitivamente portato all'approvazione di una norma che prevede pesanti sanzioni a carico dei pirati on-line, anche il governo inglese ha deciso di adottare una linea dura discutendo una serie di proposte destinate a chiudere definitivamente la pagina del peer-to-peer del materiale protetto da copyright.
Il disegno di legge è del ministro per gli affari Peter Mandelson, che ha riproposto (dopo il fallimento dell'estate passata) una serie modificata di norme di legge le quali, come accaduto in Francia, prevedono la disconnessione forzata da Internet di persone sospettate di aver aggirato il copyright sui diritti d'autore.
Com'è noto, la proposta sortì, nell'agosto scorso, una violenta reazione da parte dei più importanti provider inglesi, che vedevano nelle norme un pericoloso attacco alla loro clientela. Lord Mandelson, dopo una prima bocciatura, non si è dato per vinto e ha ripresentato le proposte come elemento costitutivo del Digital Economy Bill, che dovrebbe essere discusso in Parlamento nel prossimo novembre.
Secondo queste norme, le persone sospettate di furto di opere protette dal diritto d'autore riceverebbero due avvisi successivi; nel caso fossero ignorati, il governo potrebbe adottare ogni misura tecnica, ivi compreso il blocco del servizio, per un tempo che verrà successivamente stabilito da una apposita commissione.
Ancora una volta, la reazione degli ISP non si è fatta attendere; TalkTalk, uno dei più grossi provider inglesi ha espressamente dichiarato che non disconnettererà utenti a meno che non ci sia, volta per volta, un ordine preciso da parte di un tribunale. Ovviamente questo percorso è virtualmente impercorribile, considerando la mole degli utenti che utilizzano il peer-to-peer in maniera più o meno illegale.
Inoltre TalkTalk si è fatto promotore di una campagna di stampa e di opinione contro queste norme, evidenziando, attraverso un approfondito studio, come sia possibile, per un pirata, aggirare l'ostacolo utilizzando anche illegalmente connessione Wi-Fi di altri utenti. In questo caso come sarebbe possibile individuare effettivamente l'autore della pirateria, evitando problemi all'incauto o inconscio possessore del collegamento?
Indipendentemente da questo, uno studio condotto da un gruppo di ISP inglesi ha evidenziato come questa misura sarebbe, peraltro, economicamente improponibile per i fornitori, in quanto richiederebbe costose modifiche delle infrastrutture, in funzione delle richieste di verifica e controllo proposte dalla legge.
Lo stesso studio ha evidenziato poi come la pirateria stessa possa essere facilmente mascherata cifrando il materiale in transito e impedendo, di fatto, qualsiasi individuazione da parte di sistemi di controllo anche sofisticati. -
Fonte: Daily Mail


















