All’RSA, il più importante convegno mondiale di information security del mondo, gli specialisti hanno puntato il dito verso la sempre minore efficacia che i software antimalware stanno dimostrando nel tempo.
Lo dimostra l'eclatante episodio di hacking di cui è stato oggetto Google (e diverse altre aziende - tra cui Intel - , anche se queste non hanno dato molto rilievo, sui media, agli episodi di cui sono state vittime), che ha evidenziato il problema della sempre maggiore sofisticazione che i cyberattacchi hanno mostrato di aver raggiunto.
Nell'ambito della comunicazione è stato rilevato che anche i più potenti pacchetti antimalware del mondo non riescono a difendere l'utente da più del 80-90% degli attacchi; e parliamo solo dei prodotti più efficienti e sofisticati, mentre la maggioranza di quelli commerciali si attestano intorno al 70% e, purtroppo, per quelli messi a disposizione gratuitamente la percentuale si abbassa anche di molto.
È questo il motivo per cui molte aziende sono ancora esitanti ad abbracciare il cloud computing nonostante gli enormi vantaggi di questa tecnica può assicurare.
Il problema è legato, oltre che alla complessità del codice del nuovo malware, anche alle dimensioni sempre più sconfinate di Internet; in quest'ottica diverse soluzioni sono state proposte, tra cui il frazionamento del network totale con inserimento di firewall nazionali e locali, sotto il controllo di una entità ufficiale destinata a gestire in maniera coordinata le tecniche di verifica.
Il problema interessa anche il mondo della criptazione, messo sempre più a dura prova dall'aumento delle prestazioni delle workstation e dalla sempre maggiore sofisticazione delle tecniche anticifratura.
In questa ottica Microsoft ha annunciato di aver deciso di rendere open source la sua tecnologia U-Prove, già dimostratasi particolarmente efficace e che si augura potrà essere ulteriormente migliorata grazie al contributo degli sviluppatori che vorranno dedicarsi al miglioramento del codice. Inoltre Microsoft si è dichiarata pronta a lanciare il Forefront Identity Manager, un vero e proprio guardiano delle reti digitali LAN e WAN, sia in ottica interna che di accesso da parte del pubblico.
In ogni caso la conclusione comune, al di là dei progetti futuri, si è dimostrata, ancora una volta, quella di non sottovalutare la funzione fondamentale di corretta gestione da parte dell'utente che rimane, ancora una volta, il principale tutore della propria sicurezza adottando ogni forma di tutela personale dei dati propri o che gli sono stati affidati.


















