Apple ha fatto causa ad HTC per 20 brevetti usati nell'iPhone che il concorrente taiwanese avrebbe rubato a Cupertino per usarli a sua volta su una decina dei propri smartphone, sia con Android sia con Windows Mobile: sono il Nexus One, i Touch Pro, Pro 2 e Diamond, il Tilt II, Pure, Imagio, il Dream (noto anche come G1, primo HTC con Google Android), MyTouch 3G, Hero, HD2, Droid Eris.
I brevetti contestati da Apple sono alla base di svariate funzionalità dell'iPhone, soprattutto legate all'interfaccia e al controllo multitouch, ma riguardano anche l'hardware, la gestione del consumo della batteria e delle connessioni di rete (la lista completa si trova qui).
Apple ha presentato denuncia sia alla International Trade Commission (l'Antitrust USA), sia alla Corte di Giustizia del Delaware, e ne ha dato notizia in uno scarno comunicato in cui riporta anche una dichiarazione dello stesso Steve Jobs, che spiega perché ha deciso di “non stare a guardare ma fare qualcosa”.
HTC ha dato subito una prima ripsosta ad Apple dichiarandosi impegnata nel rispetto dei diritti di brevetto, ma anche a sua volta, nella difesa delle proprie tecnologie originali. Dichiara anche di aver appreso dalla stampa la notizia della causa presentata da Apple, e non aver ancora esaminato i documenti originali.
A complicare la vicenda c'è il fatto che la documentazione presentata alle due autorità competenti (l'ITC e la Corte del Delaware) non sarebbe identica: intanto ci sarebbero due liste diverse di dieci brevetti, ognuna allegata a una denuncia. Ma ad aggiugere carne al fuoco è sprattutto Engadget. Secondo cui Apple avrebbe presentato alla District Court anche oltre 700 pagine di documentazione a supporto della denuncia stessa, mentre alla ITC avrebbe fornito l'elenco degli smartphone HTC realizzati con i presunti brevetti rubati. Infine sempre lo stesso sito, in un aggiornamento della notizia, avanza un'altra ipotesi: che il vero obiettivo di Apple non sia HTC come produttore, ma il sistema operativo Android: la denuncia alla ITC infatti distinguerebbe nettamente i device HTC con il sistema operativo Google da quelli con Microsoft, lamentando sui primi la violazione di specifici brevetti. Se fosse davvero così, l'affare potrebbe diventare molto più grosso.


















