L'avviso è giunto venerdì, assieme a quello che avvisa la clientela che i nuovi MacBook Air saranno i primi prodotti senza l'utility.
Gli altri sistemi, nelle prossime settimane, saranno aggiornati, mano a mano che presso i rivenditori verranno esaurite le scorte dei desktop ancora giacenti.
L'utente Mac potrà installare Flash per proprio conto, non avendo Apple inserito, nei nuovi sistemi, alcun modulo per bloccare l'installazione o il funzionamento del prodotto.
Un portavoce dell'azienda, Bill Evans, ha riferito, in una conferenza, che il gruppo "sarà felice di continuare a supportare Flash su Mac ma che, in futuro, la migliore via per gli utenti per mantenere aggiornata e sicura la propria suite è quella di far riferimento direttamente al sito di Adobe".
L'evento coincide con la conclusione del servizio di supporto, da parte di Apple, degli aggiornamenti di sicurezza del prodotto.
Contemporaneamente Adobe ha annunciato di essere sul punto di produrre una routine di notifica di aggiornamento che verrà introdotta nella prossima versione di Flash Player per Mac, anche se non ha indicato alcuna data precisa per il rilascio. Si tratterebbe, in questo caso, di qualcosa di molto simile a quello che già avviene per gli utenti Windows.
Microsoft aveva introdotto Flash Player 9 anni fa, con l'arrivo di Windows XP ma ne aveva fermato la distribuzione bundle con l'introduzione di Windows Vista che, assieme a Windows 7, non include una versione preinstallato del programma.
In ogni caso, Microsoft e Adobe sono state sempre legate da un forte contratto di collaborazione tanto che Adobe ha già adottato una versione del Microsoft Software Development Lifecycle,, il programma di Redmond che aggiunge una chiave ulteriore di sicurezza ai prodotti del gruppo.
La contesa tra Apple e Adobe, che ha portato alla separazione del sistema operativo dalla installazione automatica, risale alla disputa scoppiata, un anno fa, quando Steve Jobs annunciò di aver escluso la popolare tecnologia dall'iPhone. La disputa assunse toni più aspri verso la metà di quest'anno, quando le due aziende si ritrovarono a competere per lo stesso problema alla presentazione di Apple iOS. Nell'occasione lo stesso Jobs riferì, in aprile, di aver escluso definitivamente dai piani dell'azienda qualsiasi supporto diretto delle utility.
Firefox e Google Chrome sono, sotto questo punto di vista, avvantaggiati; il primo dispone infatti di un plugin che individua gli aggiornamenti, mentre il secondo esegue la stessa operazione, direttamente, in background.
Fonte: Macworld


















