Intel ha rappresentato, fino dal 2005, l'unico fornitore di microprocessori utilizzati nei notebook e nei desktop dell'azienda di Cupertino, dopo l'abbandono dei PowerPC, nel 2006, con l'ufficializzazione del definitivo divorzio tra Apple e Motorola.
Un esponente dell'azienda di Sunnyvale ha riferito, recentemente, all’Apple Commuter Coach dell'avvio di una serie di contatti tra le due aziende che potrebbero prevedere, nel prossimo futuro, l'utilizzo dei processori AMD nelle macchine della casa della mela.
È plausibile pensare che la scelta di questa nuova soluzione, storica dopo quella dell'abbandono di Motorola, dipenda dal desiderio di Apple di espandere le potenziali sorgenti di fornitura delle CPU oltre ad aumentare la flessibilità e la copertura del mercato, in caso di necessità.
Pare inoltre che la decisione sia stata motivata dalla limitata disponibilità, almeno temporanea, di Intel a fornire processori per i notebook Apple, cosa che avrebbe ostacolato i piani dell'azienda i quali, secondo quanto riferito da alcune fonti non ufficiali, sarebbero stati, in questo campo, più di ampio respiro.
Quando Apple, per la prima volta, annunciò il suo progetto di migrare verso le CPU Intel, verso la metà del 2005, molti osservatori si chiesero come mai questa scelta fosse univoca e non fossero stati presi in considerazione anche i processori AMD. In quel periodo i chip di questo gruppo erano più veloci e, soprattutto, molto più a buon mercato rispetto a quelli dell'avversario.
Apple non ha mai giustificato l'univocità della sua scelta ma è probabile che essa sia stata motivata dal ventilato arrivo della linea Core, che prometteva di essere molto più efficiente in termini di consumi, soprattutto per quel che riguardava l'area dei laptop e dei notebook.
Poco dopo, infatti, la supremazia AMD nel mondo delle CPU fu messa in discussione dall'arrivo della nuova famiglia Core, apparsa sul mercato proprio quando la transizione da parte di Apple stava avvenendo.
Ciononostante AMD, oltre a recuperare rapidamente il gap rispetto all'avversario, continuò e continua tuttora mantenere una sempre sostenuta competitività, in termini di prezzi, dei suoi modelli.
Potrebbe essere questo un altro importante motivo per cui Apple sta guardando con interesse a questi processori, considerando che AMD è proprietaria anche di ATI, i cui prodotti sono utilizzati correntemente in alcuni modelli Macintosh.
La necessità da parte dei modelli Mac di mantenere la sempre indiscussa supremazia livello di grafica potrebbe trarre grande vantaggio dalla disponibilità, nel prossimo futuro, di una CPU con integrato un buon ambiente grafico ATI.
La cosa si inquadra nell'attuale trend che prevede la fusione del microprocessore e del chip grafico, seguendo, con l'architettura SoC, la strada già intrapresa dalle CPU ARM attualmente utilizzate in prodotti come a iPhone e iPad.
Fonte: Apple Insider


















