Con una base d'asta di 1 milione di dollari, uno degli indirizzi Web più interessanti del mondo verrà messo in vendita, all'asta, il 10 del prossimo mese.
Si tratta di una delle ultime fasi della travagliata vita di questo indirizzo, che dura da diversi anni. Nel 2006, Escom acquistò la titolarità del nome del sito per la cifra record di 14 milioni di dollari (valore che, comunque, non è stato mai confermato).
Escom si aggiudicò il diritto all'uso del nome raccogliendo la gran parte di questa somma attraverso un prestito che, però, non è stato poi onorato. Il fallimento della società portò al pignoramento dei suoi beni e Dom Partners, uno dei finanziatori che più di tutti aveva contribuito a prestito, è divenuto, a sentenza definitiva conclusa, titolare del dominio.
Lo stesso gruppo ha deciso di mettere in vendita l’URL per cercare di recuperare, almeno in parte, il denaro inizialmente impegnato nell'operazione.
Sebbene sex.com rappresenti, apparentemente, uno degli indirizzi/domini più desiderati e interessanti, le vicissitudini legali e finanziarie ne hanno notevolmente affievolito l'interesse. I gestori, per cercare di recuperare l'investimento iniziale, hanno trascurato i contenuti per favorire le operazioni pubblicitarie.
Oggi il sito è rappresentato pressoché totalmente da un contenitore contenente avvisi da parte di produttori di materiale correlato, senza alcun effettivo contenuto editoriale. Ciononostante, secondo quanto riferisce XBiz.com, riesce ancora a veicolare un traffico di 60-70.000 visitatori mensili, circa il 30% dei quali provenienti dagli Stati Uniti.
Gli osservatori evidenziano come il momento non sia particolarmente favorevole per un'operazione di questo tipo, considerando la crisi ancora esistente che invoglierà ben poco all'acquisto a prezzi particolarmente elevati.
È indubbio che, comunque, Dom Partners ben difficilmente riuscirà a recuperare i 14 milioni di dollari del valore d'acquisto iniziale ma, evidentemente, i cordoni della borsa devono essersi ristretti talmente tanto, a livello di disponibilità finanziarie dell'azienda, da aver costretto alla vendita, pur in perdita, nella speranza di recuperare parte del capitale inizialmente investito.
Nella storia del Web, le vendite milionarie non sono state certo rare; pokercompany. org, porn.com, business.com, tv.com sono solo alcuni dei nomi che sono passati come meteore scintillanti nel mondo della compravendita dei domini. Molti ricorderanno le vicissitudini che hanno interessato il nome Altavista, una volta il più potente e famoso motore di ricerca del mondo, che, all'inizio, proprio per un problema di collisione di nome, dovette adottare quello di Altavista Digital, fino alla definitiva acquisizione del dominio i cui particolari non sono stati mai rivelati.
Business.com, ad esempio, fu venduto, nel 1999, per una cifra record di 7,5 milioni di dollari, valore ritenuto, all'epoca, eccezionale, tant'è che il meritò una menzione nell’edizione di quell'anno del Guinness dei primati. Relativamente a buon mercato, si fa per dire, fu vip.com, che nel 2005 fu venduto per 1,4 milioni, immediatamente superato, nello stesso anno, da creditcards.com, acquistato per 2,75 milioni e rivenduto, poi, per la stessa cifra.
Ricordiamo, giusto a livello di curiosità, che tra i più costosi siti del mondo c’è beer.com (7 milioni) e diamond.com (7.5 milioni). Curiosa, invece, la sorte del probabilmente più ovvio dominio del mondo, www.web.com che, registrato per la prima volta alla fine degli anni 80, fu rivenduto per circa mezzo milione di dollari, cifra in quel periodo ritenuta esorbitante per un URL.
Attualmente il nome è proprietà di una azienda di marketing on-line che non ha mai, comunque, mostrato alcun interesse alla rivendita; probabilmente in una situazione di congiuntura più favorevole, il nome potrebbe spuntare il più grande record di vendita di tutti i tempi.
Fonte: Elliots Blog


















