La censura cinese non colpisce solo Google, ma anche Avatar, il film di James Cameron appena uscito anche in Italia, simbolo stesso del cinema in 3D e già campione d'incassi (40 milioni di dollari), oltre che di costi, come prima di lui Titanic, dello stesso regista. Secondo il giornale di Hong Kong Apple Daily, il governo cinese, tramite il China Film Group, avrebbe ordinato ai gestori delle sale cinematografiche di ritirare il film entro il 23 gennaio.
![]()
La locandina di Avatar: il film rischia di essere ritirato dalla Cina, tranne la versione in 3D (Foto: Wikipedia).
Il blocco di Avatar, nonostante il valore stimato di circa 300 milioni di dollari per i botteghini cinesi - sarebbe motivato da due ordini di ragioni. Quelle appunto economiche, a causa dell'eccessivo squilibrio tra il film americano e quelli fatti in casa e approvati dallo Stato. A partire da quello patriottico su Confucio, che dovrebbe debuttare proprio il 23 gennaio. E questo spiega anche la data imposta per il ritiro di Avatar dalle sale. Decisone, quest'ultima, che avrebbe soprattutto ragioni politiche La trama del film, con la battaglia tra gli umani e gli alieni umanoidi Na'vi per il controllo del Pianeta Pandora, rischia di far ritrovare troppo facilmente negli spettatori dei riferimenti alla situazione reale delle minoranze etniche in Cina, tibetani e uiguri. E quindi, dal punto di vista del governo, il film sarebbe potenzialmente sovversivo.
La minaccia di ritiro del film riguarda solo la versione 2D, quella proiettabile nella stragrande maggioranza delle sale (1628 schermi). Quindi sarà proprio il 3D, visibile in Cina solo in meno di 1000 cinema, a salvare l'Avatar cinese dalla censura totale.
Fonte: Times

















