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Banda larga, il governo dice no

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06
11 2009
banda larga.jpg

Di Raffaello De Masi

Rimandato sine die il piano di ampliamento per portare la banda larga a 20 Mb

 

Cattive notizie che per chi aveva sperato di avere, in tempi brevi, Internet a banda larga in tutto il territorio italiano.

Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del consiglio, ha annunciato in un comunicato che il progetto e i relativi finanziamenti, continuamente ventilati durante tutto l'anno scorso, sono congelati in attesa di un miglioramento della situazione finanziaria legata alla crisi.


Il piano, definito "Piano Romani", dal nome del vice ministro per lo Sviluppo con delega alle Comunicazioni che lo ha messo a punto e promosso, prevedeva una sinergia di finanziamenti per complessivi 1,47 miliardi di euro, ottenuti dalla cooperazione di diversi concorrenti, anche privati, ma con un sostanziale contributo di 800 milioni da parte dello Stato.


Secondo questo piano, entro il 2012 il 96% della popolazione avrebbe avuto a disposizione una connessione a 20 Mb, con fornitura di una banda di almeno 2 Mb per la parte restante. L'Italia si sarebbe così riallineata con il resto d'Europa, dove, da tempo, sono stati avviati piani nazionali per portare la banda a valori inconcepibili nel nostro paese (50-100 Mb); è quanto avviene, ad esempio, in Francia che investirà, entro il 2012, ben 10 miliardi di euro per lo stesso scopo.


Come al solito, quando si tratta di tecnologia, sembra di assistere al gioco delle tre  carte, nel quale improvvisamente quella vincente sparisce. Il Cipe , il Comitato interministeriale per la programmazione economica ha sempre ritardato l'assegnazione di fonti da parte dello Stato sebbene le altre organizzazioni, prima tra tutte Telecom Italia, avessero da tempo dato la loro disponibilità a concorrere al progetto.


Con il comunicato di ieri, le speranze apparentemente svaniscono, considerando che non è stata data una data per il recupero del progetto.

Sebbene il sottosegretario abbia assicurato che i fondi stanziati resteranno intatti, riceve immediatamente una smentita da parte di agenzie circolate ieri sera, secondo cui gli stessi finanziamenti sarebbero invece utilizzati per l'acquisto dei vaccini per l'influenza corrente.


Insomma, è la storia della coperta troppo corta. Nonostante il governo, con imperturbabile pervicacia, degna di ben altri scopi, continui a minimizzare i problemi del nostro paese (ieri sera, ad esempio, alcuni telegiornali hanno rilasciato un'intervista a Ferruccio Fazio in cui il viceministro della Salute Pubblica affermava che i decessi legati all'influenza sono, in fondo, da considerare "normali", e che non esiste motivo di allarmismo, smentendosi immediatamente dopo e prospettando, per il prossimo anno, quasi una strage), il divario tecnologico rispetto ad altre realtà europee, anche di paesi considerati al reddito inferiore al nostro (come, ad esempio, la Grecia), aumenta sempre di più.


Meno male che non c'è membro del governo che non continui a raccontarci che l'Italia è stata, tra le nazioni europee, la più brillante a superare la crisi.


E la notizia (non confermata) ancora più allarmante riguarda proprio lo storno dei fondi; ove mai questa fosse vera, sarebbe davvero difficile riunire le sinergie attualmente esistenti per riproporre lo stesso piano.


Particolari più precisi del Piano Romani possono essere trovati qui
 

Commenti

commenti

INTERNET come RISORSA, non come PESO

Internet dev'essere una RISORSA, non un PESO. Il Governo non riesce a capirlo, e non vuole investire su questo importante mezzo per la comunicazione. ..Eppure neanche un mese fa si parlava di battere sul tempo l'Europa, di diffondere la banda larga in tutt'Italia,di ricoprire tutto il territorio, perfino i comuni più piccoli e di periferia. E oggi? Soltanto promesse. Beh, penso che uno dei pochi partiti ad aver capito l'importanza di questo mezzo sia l'UDC, e che stia spingendo per una "rivoluzione informatica" di cui, purtroppo, si parla da troppo tempo, ma per cui si fa ancora troppo poco.
Marta

Che la banda larga sia un

Che la banda larga sia un diritto anche degli italiani è scontato. Purtroppo, però, non è altrettanto scontato l'impegno del nostro governo per far sì che la banda larga diventi davvero un diritto per tutti. Concordo sul fatto che sicuramente in Italia esistano molti altri problemi, sicuramente ben più gravi dell'assenza di banda larga, ma un Paese come il nostro, che è in questo momento il 6° Stato più ricco del mondo, non può non disporre in tutto il territorio nazionale di un elemento come la banda larga che è fondamentale per i cittadini come per le aziende. Anche io ho apprezzato molto l'intervento di Rao dell'UDC: "Gran parte dello sviluppo del nostro paese e' bloccato dal pesante ritardo infrastrutturale: viario e digitale. I paesi piu' avanzati nel mondo, nei momenti di crisi si impegnano ad ampliare le 'autostrade digitali', il nostro governo invece sceglie di bloccare i fondi per la banda larga e condanna l'Italia a una piu' difficile uscita dalla crisi". Credo proprio che Rao abbia ragione. Speriamo proprio che il governo cambi idea!

qualche settimana fa si

qualche settimana fa si parlò di banda larga e del fatto che paesi come la Finlandia hanno investito su questo per favorire l'economia. poco tempo dopo il Ministro Brunetta aveva promesso che il Governo avrebbe stanziato fondi (800 milioni di euro) proprio per la banda larga. ora ecco la retromarcia: i fondi previsti son stati tagliati. questo è un vero peccato perchè si tratta di uno dei motori dell'innovazione per il Paese, sia per i cittadini che per le imprese, a maggior ragione in tempo di crisi, quando investire su Internet può voler dire tagliare i costi e rilanciare le attività. di conseguenza si può facilmente intuire quali vantaggi comporta "asfaltare le autostrade digitali" e favorire la navigazione on line sia per scopi privati, che per scopi di impresa, il quale ha la possibilità di aggiornarsi e programmare investimenti con minori costi e con più informazioni. anche l'On. dell'UDC Rao si è esposto sul tema affermando che l'Italia ha proprio bisogno della banda larga, proprio per uscire dalla crisi. spero che il Governo capisca il danno che potrebbe causare un taglio di queste dimensioni e tornare sui suoi passi.

Banda larga? ennesimo spot.

Siamo di fronte all'ennesimo annuncio fatto dal goveno Berlusconi. L'immagine di uomo dei fatti, si sta piano piano inabissando, per lasciare il posto ad un modo di fare politica che ritengo dannoso, sia per gli italiani sia per la sua maggioranza. Troppe volte si stanno facendo dietro front, su alcuni temi proposti, che magari suscitano anche grande entusiasmo nell'opinione pubblica, ma che poi si rivelano dei veri e propri flop. E' il momento di realizzare, anche se riconosco, che questo governo, si è dimostrato in alcune circostanze attento ed efficace, ma purtroppo forse sono più le volte che il tutto si riduce a mere dichiarazioni, e a pochi fatti concreti. Questa situazione è sicuramente influenzata, e determinata dalle numerose vicende giudiziarie, gossip, che fanno passare in secondo piano i veri problemi, le vere riforme, in nome del consenso e della notizia con il botto. Cerchiamo di tornare ad una politica seria, con una linea di governo che non sia continuamente stravolta per il piacere di qualcuno, in gioco c'è qualcosa di più grande del risultato delle regionali, in gioco c'è il futuro dell'Italia, che senza un'adeguata piattaforma di riforme, uscirà ancora più dilaniata dalla crisi economica internazionale. Mattia Ventroni

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