Bing! Information Design ha chiamato a rispondere, di fronte alla corte della città di St. Louis, la Microsoft per violazione del nome registrato e per concorrenza sleale.
Inoltre la stessa azienda ha chiamato parallelamente in giudizio, sempre la Microsoft, per interferenza nei suoi confronti sui processi di mercato.
Bing! Information Design è una piccola azienda privata che opera nel mondo della grafica e del multimediale. Il nome, che differisce da quello del motore di ricerca di Microsoft per la sola presenza del punto esclamativo finale, è sttao brevettato fin dal 2000 ed è, dall'azienda, utilizzato estesamente per i suoi prodotti.
L'azienda afferma che l'utilizzo dello stesso nome da parte del motore di ricerca genera confusione e riduce il valore della proprietà del marchio.
Kevin Kutz, portavoce di Microsoft, ha affermato che l'azienda non è stata mai a conoscenza del conflitto di nome e che si dichiara estremamente dispiaciuta dell'accaduto. Ma al di fuori di questo, Microsoft "non crede che l'utilizzo dello stesso nome abbia potuto creare confusione sul mercato o abbia potuto distogliere clientela dalla concorrente ".
Nello stesso comunicato si legge che Microsoft ha sempre mantenuto un estremo rispetto per la proprietà intellettuale di altre aziende e persone ma che, in questo caso, non si sente colpevole di alcunché e aspetterà le decisioni del tribunale.
È ovvio che, ove mai non si riuscisse a trovare un accordo e il giudice decidesse per l'effettiva proprietà a favore della azienda di St. Louis, il danno, sia in termini di immagine che economico potrebbe essere disastroso.
Anthony Simon, proprietario del marchio, ha rifiutato di rilasciare qualsiasi commento in proposito.
Fonte: St. Louis Journal


















