Dopo aver dominato il mercato del business del noleggio video per più di un decennio, Blockbuster ha annunciato che, nel prossimo mese di settembre, avvierà una procedura di bancarotta.
Il procuratore generale di Blockbuster ha, la scorsa settimana, avviato una serie di incontri con i maggiori studio di Hollywood, annunciando il piano e chiedendo, in previsione di un possibile accordo sul saldo dei debiti, di mantenere il più stretto riserbo su questi importi.
La decisione ha colpito di sorpresa utenza e osservatori, sebbene la situazione debitoria del gruppo, che si aggira, secondo indiscrezioni affidabili, intorno a oltre 1 miliardo di dollari, fosse da tempo nota.
Segnale di difficoltà, durante l'anno scorso, l'azienda aveva chiuso quasi un migliaio dei 3425 punti di vendita negli Stati Uniti.
Ciononostante gli studio di Hollywood avevano continuato a sostenere il gruppo, mantenendo un flusso ininterrotto di forniture in modo da consentire all'azienda di continuare la propria attività nella fornitura di nuovi film su DVD.
Il tutto nella speranza che potesse aversi una ripresa efficace tale da recuperare il disastro finanziario cui la stessa azienda si stava avviando.
In quest'ottica Blockbuster aveva avviato un piano di ristrutturazione e di recupero del debito che, fin dal 2008, si era mantenuto stabile intorno a 1.1 milioni di dollari, debito che supportato dalle banche, continuava a crescere.
L'azienda ha anche annunciato di aver raggiunto un accordo con i propri creditori che hanno accettato di congelare gli interessi fino al 30 settembre, per permettere una possibile operazione di ricapitalizzazione.
L'operazione appare comunque di difficile realizzazione, considerando che il secondo gruppo statunitense operante nel settore, Movie Gallery Inc, ha chiuso, per analoghe difficoltà, le sue attività in aprile.
Un ultimo piano di ristrutturazione è stato presentato per rimuovere il debito, con il progetto di chiusura di almeno 800 nuovi centri nel prossimo mese.
Se e ove mai questo progetto avesse successo, la compagnia avrebbe intenzione di orientare la sua attività abbandonando progressivamente il settore del noleggio per passare vendite dirette a basso costo.
Come conseguenza di ciò, le azioni del gruppo sono precipitate tanto da imporre l'uscita dal mercato di scambio. Le ultime operazioni avevano fatto cadere il valore delle azioni a 11 cent.
Fonte: Los Angeles Times e New York Times


















