Il body scanner torna sotto i riflettori della cronaca: questa volta perché è partita la sperimentazione in Italia delle controverse cabine per la perquisizione dei passeggeri prima dell'imbarco su un aereo, in particolare con destinazione USA.
Il primo macchinario è stato attivato al terminal 5 dell'aeroporto di Roma Fiumicino, dove la fase di test durerà un mese o un mese e mezzo, poi toccherà anche a Milano Malpensa e quindi al Marco Polo di Venezia. All'inaugurazione hanno preso parte i ministri dei settori interessati: quello dei trasporti Matteoli e quello della salute, Fazio, che per primi hanno testato il body scanner “italiano”, oltre al presidente dell'ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) Vito Riggio.
Il body scanner si presenta come una cabina aperta da entrambi i lati, in cui si sosta (a braccia alzate) per 6 secondi, tempo necessario e sufficiente alla macchina a fotografare tutto il corpo sotto i vestiti. Tempo molto inferiore a una perquisizione manuale, il che è sicuramente un punto a favore del macchinario, che permette di snellire parecchio le procedure d'imbarco.

Ieri a Fiumicino è partita la sperimentazione del body scanner in Italia (Foto: APCOM).
Ma subito entra in gioco la delicata questione privacy: il body scanner non sarà una platea per guardoni? Pare di no: l'immagine che si ottiene - sottolinea il presidente Enac, è solo una sagoma stilizzata, e non viene individuato nemmeno il volto della persona.
Più controversa pare la questione sicurezza per la salute. Anche se il ministro Fazio tranquillizza, su questo punto non tutti gli esperti concordano. Il quotidiano gratuito Metro, per esempio, riporta oggi due pareri, pro e contro. Quello favorevole è del radiologo Alfredo Siani, presidente della Società Italiana Radiologia Medica (Sirm), secondo il quale l'esposizione alle onde radio del body scanner (quello scelto dall'Italia: come abbiamo visto, ne esistono di due tipi) non creano alcun problema, e sarebbe anche 10 mila volte inferiore a quella di una conversazione al cellulare. Contrario invece il biofisico Livio Giuliani, consulente del Codacons, secondo cui nessuno studio pubblicato dimostra la sicurezza delle onde radio emesse dalla macchina.
Infine ci sono le opinioni dei primi passeggeri in transito a Fiumicino: molti sono favorevoli, pur di tutelare la sicurezza contro il rischio attentati terroristici e, ancora una volta, ridurre i tempi di attesa; qualcuno contrario, in particolare per i costi delle "cabine": quella installata a Roma costa circa 150 mila euro. Sempre stando a Metro, se tutto procede senza intoppi l'Enac ne dovrebbe comprare 15, per un totale attorno ai due milioni di euro. E con il sistema a regime, solo a Fiumicino entreranno nel body scanner un milione di passeggeri all'anno.


















