Basta Facebook sul lavoro negli uffici pubblici: la campagna anti-fannulloni del ministro Brunetta prende di mira il primo sito di social networking, troppo bazzicato dai dipendenti statali durante l'orario di lavoro.
Era prevedibile: dopo i tornelli per ridurre l'assenteismo, la frontiera successiva era proprio il web, come avevamo notato a suo tempo. E quindi ora il ministro della Pubblica Amministrazione e innovazione ha deciso: a breve sarà messo un filtro per impedire agli statali di andare su Facebook dal computer dell'ufficio. Forse sulla decisione ha pesato anche la notizia – giunta dal Comitato contro la pirateria digitale - che il 30% del download pirata è opera proprio dei dipendenti pubblici.
La mossa del ministro Brunetta aggiunge un altro capitolo al dibattito sull'utilità di Facebook e dei social network, e più in generale delle “pause on line” durante l'orario d'ufficio, che continua da un po' di tempo. Come abbiamo visto, alcuni enti pubblici (tra cui Poste italiane, Comune di Milano, Regione Lombardia) avevano anticipato il ministro, mentre altri sono del parere opposto.
E non solo in Italia. L'ultimo a spezzare una lancia a favore è il presidente USA Obama, che ha promosso l'uso dei social network come strumento per allargare i contatti di lavoro e favorire l'aggiornamento professionale. Assecondando i risultati di una ricerca dell'Università di Melbourne, secondo cui Facebook sul lavoro fa bene.
D'altra parte, non solo le aziende private – tra cui la FIAT - anche gli enti pubblici e diversi politici sfruttano proprio Facebook e YouTube, per parlare direttamente ai cittadini.
Fonte: PubblicaAmministrazione.net


















