Come tutte le reflex, era nell'aria, ma l'annuncio della nuova Canon Eos 50D fa comunque scalpore. Perché, forse per la prima volta, l'azienda leader del mercato si è trovata a dover proporre un nuovo modello a meno dei classici 18 mesi dal precedente: in questo caso la 40D, che era stata presentata solo un anno fa. Insomma, dopo la recentissima 1000D, il modello base che mancava, per la seconda volta Canon deve rispodere all'offensiva di Nikon, che con la D200 e sopratttutto con la D300 stava "rosicchiando" importanti quote di mercato.
Ecco allora la contromossa: la Canon Eos 50D è indirizzata al fotografo esperto, ma anche al professionista come secondo corpo macchina, e il suo biglietto da visita la presenta come la migliore nella sua categoria per qualità immagini e velocità in rapporto al prezzo.

Esternamente la macchina non si distingue granché dal modello precedente: il corpo macchina è in lega di magnesio; protetta da polvere e umidità, ma non sigillata, come non lo era la 40D.
Il sensore Cmos resta nel formato APS-C (22,3x14,9 mm) ma balza da 10 a 15 Megapixel. Il formato APS-C implica un rapporto di moltiplicazione di 1,6 volte rispetto ai valori di focale reale degli obiettivi per passare all'equivalente valore in 35 mm, e implica anche che si possono usare sia gli obiettivi EF sia gli EF-S, più piccoli, fatti apposta per questo sensore e quindi non utilizzabili su sensori pieno formato (24x36).
Ritroviamo ovviamente il Live View, ormai d'obbligo, e anche il collaudato sistema di pulizia automatica del sensore Eos Cleanig System, che lavora su più fronti: previene il depositarsi della polvere (nuovo il rivestimento antistatico) e poi la rimuove con vibrazioni ad alta frequenza, come di norma. Se qualcosa ancora rimane, le tracce si possono individuare ed eliminare rapidamente con i software in dotazione.
La sensibilità ISO tocca quota 3200, ma è espandibile a 6400 e anche a 12800 per le situazioni di emergenza.
Per creare l'immagine assieme al sensore lavora il nuovo processore Digic 4, introdotto con questa "sfornata" di macchine: che consente da una parte l'elaborazione delle immagini a 14 bit (significa avere 214 informazioni disponibili per canale colore); e dall'altra una sequenza di scatti a 6,3 al sec. fino a 16 Raw e 90 Jpeg, con schede CF UDMA, quelle ad alta velocità.
Nuovo anche lo schermo da 3" e soprattutto 920.000 pixel (come Nikon e Sony), per un vero salto di qualità nella definizione dell'immagine. E qui è da segnalare un'altra novità: una schermata Quick Control, che riunisce le impostazioni usate più spesso appunto per regolarle più in fretta, come indica il nome.

I "canonisti" ritrovano un'ergonomia e un layout dei comandi a cui sono felicemente abituati: la vera sorpresa sul dorso è il nuovo monitor da 3 pollici e 920.000 pixel (640x480x3 colori RGB)
Uno schermo ideale per sfruttare al meglio il Live View, la modalità che consente d'inquadrare a monitor come sulle compatte. Anche questo è stato migliorato dalla 40D. Infatti si aggiunge l'Autofocus abbinato al riconoscimento dei volti (Face Detection). Si tratta di una variante del Live AF, ovvero quello che lascia alzato lo specchio, e quindi non interrompe l'anteprima, ma sfrutta il sensore Cmos principale rilevando il contrasto, come appunto le compatte. Il Quick AF invece abbassa momentaneamente lo specchio per deviare la luce sui sensori AF dedicati, ma in compenso è più rapido e preciso: non a caso è quello tipico delle reflex.
Accanto al Live View l'altra parola d'ordine per le fotocamere di fascia alta, e ora anche le reflex, è l'interfaccia HDMI per il segnale ad alta definizione, e la Canon Eos 50D si è dotata anche di questa.
Da buona "media" la Canon Eos 50D mette a disposizione, oltre ai controlli manuali praticamente per tutte le impostazioni, anche i programmi automatici, compresi i programmi per tipo di scena, ma anche una nuova modalità Creative Auto, che regola automaticamente solo messa a fuoco ed esposizione.
E poi Picture Style, che potenziano la resa dei colori a seconda della modalità impostata: standard, ritratto, paesaggio, neutrale (ideale per il fotoritocco), fedele (per colori fedeli riprendendo a una temperatura colore sotto i 5200° K, poco meno della luce del sole), monocroamtico. Sono automatismi apprezzati e usati anche dai professionisti, molto più di quanto si potrebbe credere, perché accelerano le operazioni di ripresa.
La Canon Eos 50D sarà disponibile da fine settembre nelle seguenti versioni e prezzi:
Canon Eos 50D solo corpo a € 1358
Canon Eos 50D + il nuovo 18-200 mm f/3.5-5.6 IS (vedi qui sotto) a € 1880
Canon Eos 50D + il 17-85 mm f/4-5.6 IS USM a € 1743
Zoom forza 11
Da parecchio tempo ormai assieme a ogni reflex viene presentato almeno un nuovo obiettivo. Nel caso della Eos 50D si tratta del EF-S 18-200 mm f/3.5-5.6 IS. Si tratta di un 11x stabilizzato, utilizzabile solo sulle reflex Canon con sensore APS-C: oltre alla nuova 50D, la 1000D, la 450D e le altre della serie 100, fino alla 300D.Diventa equivalente a un 29-320 mm nel formato 35 mm.

Lo schema ottico è di 16 lenti in 12 gruppi, compresi, come di norma, quelli asferici antidistorsione e quelli a bassa dispersione contro le aberrazioni cromatiche.
Mette a fuoco a partire da 45 cm e, grazie allo stabilizzatore, può recuperare 4 stop di esposizione rispetto a uno non stabilizzato. Significa che si può ottenere una foto nitida anche con una quantità di luce 4 volte inferiore, sia che si riducano i tempi sia che si chiudano i diaframmi. Se stiamo seguendo un soggetto in movimento con la tecnica del panning, e quindi vogliamo mantenere lo sfondo sfocato, un sistema di rilevamento automatico è in grado di tenerne conto. Il fatto poi che lo stabilizzatore si trovi sull'ottica e non sul sensore signifca anche che se ne può vedere l'effetto già al momento dell'inquadratura. In ogni caso, come si nota dalla foto sopra, un interruttore permette di disinserire lo stabilizzatore.
Infine, è dotato di rivestimento antiriflesso Canon Super Spectra.
Il prezzo dello zoom Canon EF-S 18-200 mm f/3.5-5.6 IS è di € 686.


















