Qualche giorno fa Canon aveva fatto presagire attraverso un minivideo sul web, l'arrivo di una nuova reflex professionale, probabilmente l'erede della 5D. E così è stato. Si chiama Eos 5D Mark II, e basta una scorsa alle caratteristiche principali per capire che, dopo le contromosse di Nikon e Sony, Canon vuole riaffermare con forza la propria leadership.

Grazie al sensore full frame (24x36 mm di lato, come la pellicola) gli obiettivi EF mantengono l'ingrandimento corrispondente alla focale reale, senza fattore di moltiplicazione né tagli all'inquadratura. Gli obiettivi EF-S invece non si possono usare
Il sensore CMOS è da 21 Megapixel formato 24x36 mm, con sistema di pulizia Eos Cleaning System per togliere la polvere dal sensore (e anche evitare che si formi). La sensibilità ISO arriva a 6.400 e fino a 25.600 in modalità estesa. La modalità estesa è quella in cui la qualità dell'immagine diminuisce per l'aumento del disturbo digitale, ma con una risoluzione così alta si può poi ridurre il disturbo (e quindi la risoluzione, eliminando i pixel difettosi) e ritrovarsi con immagini “pulite” ancora a risoluzione molto alta.
Ha naturalmente il Live View e monta lo schermo LCD da 3” ad altissima risoluzione, 920.000 pixel. La messa a fuoco è affidata a 9 punti AF principali più altri 6 “di assistenza”, ed è disponibile sia con sensori separati (a contrasto di fase), sia a rilevazione del contrasto, come sulle compatte, in modalità Live View. In Live View si possono anche usare i sensori AF ma occorre interrompere per un attimo l'anteprima perché lo specchio reflex si abbassa per deviare la luce ai sensori. In Live View c'è anche l'autofocus abbinato al riconoscimento dei volti.

Come la 5D, anche la 5D Mark II è costruita in lega di magnesio e sigillata contro le infiltrazioni di acqua e polvere. I canonisti ritrovano il feeling anche con i comandi, pochi e ben distribuiti. Grazie alla ghiera al posto del cursore a croce, navigare nei menu diventa un'operazione molto rapida
La velocità di raffica a 21 Megapixel non è altissima (è una scelta dettata dal posizionamento di listino, sotto le top di gamma) ma tocca comunque quota 3,9 fotogrammi al secondo, e con schede CF UDMA ad alta velocità si può scattare una raffica di 13 RAW o file Jpeg fino a riempire la scheda. Grazie anche al processore d'immagine di ultima generazione, il Digic IV.
Anche Canon, dopo Nikon con la D90, ha implementato sulla 5D Mark II i filmati, raggiugendo però la risoluzione Full HD a 1920x1080 pixel e 30 fps. E ha fatto anche di più: il formato non è l'AVI Motion Jpeg come sulla D90 ma il Mov (un "contenitore" di formati file usato da Apple Quick Time Player) a compressione H.264. Si tratta dello standard del momento, che permette di mantenere alta la qualità a una compressione maggiore, e quindi aumentare la durata dei videoclip. E per rivedere filmati e foto su TV ad alta definizione c'è l'interfaccia HDMI.

Nelle reflex di fascia medio- alta si trova ancora l'LCD superiore monocromatico con le informazioni sullo stato della macchina: valori di tempo, diaframma, ISO, la qualità immagine, pose rimanenti, carica della batteria. Perciò il selettore principale della modalità di scatto è spostato a sinistra
La Canon 5D Mark II sarà disponibile da fine novembre, il solo corpo a € 2.658. Risponde alla Nikon D700 e alla Sony Alpha 900: la sfida è lanciata, e promette scintille.


















