Caso Pirate Bay: Fastweb si difende

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08 2008
the_pirate_bay_logo.jpg

Di Aldo Ascenti

Dopo le polemiche sul reindirizzamento forzato di chi accede al portale bittorrent bloccato dalla GdF, Fastweb rassicura gli utenti e cambia l'IP di destinazione

In seguito alla denuncia dell'ALCEI e dell'Aduc al garante per la privacy, alcuni provider italiani, obbligati dalla procura di Bergamo a bloccare l'accesso a The Pirate Bay, cominciano a intervenire a tutela della privacy dei loro utenti.

Fastweb per primo ci ha mandato una lettera con cui specifica la sua mancanza di responsabilità nella vicenda e assicura che il sistema di mascheratura degli indirizzi attraverso NAT impedirebbe in ogni caso di risalire all'identità dei singoli utenti.

Comunque dal 21 di agosto la controversa pagina gestita da un'associazione di discografici britannica non è più raggiungibile dagli utenti del provider italiano che tentano di entrare nel portale thepiratebay.org, ed è stata sostituita con un'innocua pagina vuota.

Riportiamo di seguito un estratto della replica di Fastweb che ci è pervenuta, sperando che anche gli altri provider che hanno dato seguito al provvedimento giudiziario sappiano prendere le difese dei loro clienti allo stesso modo.

"[...]Il magistrato ha imposto a tutti gli ISP operanti in Italia di inibire le connessioni dei loro clienti, sia lato DNS che lato IP. Una disposizione della Polizia Giudiziaria richiedeva inoltre il reindirizzamento delle connessioni verso una pagina web da loro indicata.

Non si può pertanto attribuire alcuna responsabilità a FASTWEB per il reindirizzamento verso un IP sul quale l’azienda non ha alcun controllo. Si sottolinea inoltre che lo stesso IP è stato utilizzato da tutti gli ISP destinatari del decreto e che già dal primo pomeriggio di ieri, 21/08/2008, su indicazione della Polizia Giudiziaria, è stato sostituito con un altro indirizzo IP recante una pagina bianca di errore generico invece della precedente pagina di cortesia.

Ci preme infine precisare che l’architettura di rete che FASTWEB utilizza per la fascia residenziale della propria clientela è basata sul concetto di NAT (tecnica che consiste nel modificare, mediante router e firewall gli indirizzi IP dei pacchetti in transito, assegnando loro un altro indirizzo IP che viene utilizzato per le connessioni dirette al di fuori della rete FASTWEB): si può avere visibilità solo degli IP di navigazione (appunto IP di NAT), e pertanto non risulta tecnicamente possibile risalire ai dati anagrafici dell’utente FASTWEB che ha effettuato la navigazione."

 

 


 

Commenti

commenti

finalmente delle

finalmente delle associazioni serie ADUC e ALCEI!
che difendono i nostri diritti.
Queste società di tlc sono troppo avanti, si! Nelle violazioni della privacy! Chissà quanti metodi tecnici esistono per violare la privacy e chissà quanto "aumma aumma" (termine siciliano per indicare omertà e in questo caso in cambio di denaro)! esiste dietro queste società di tlc.
Ci vorrebbe un sito per parlare e chiarire ogni tipo di violazione che una società di tlc può commettere.
A pensare male si dice si fa peccato ma spesso (in questo caso sempre) ci si indovina!!!

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