Secondo una serie di test messi a punto e pubblicati da Computerworld, la nuova versione di Chrome sarebbe l'applicazione più veloce dei 5 browser dedicati a Windows, inclusa l'ultima versione di Apple Safari.
In base a quanto si legge circa i risultati pubblicati dal periodico, le operazioni di esecuzione di Javascript sarebbero, in Chrome, 9 volte più veloci rispetto a Internet Explorer 8, con valori via via più ridotti per Opera 10, Firefox, Safari.
La notizia fa seguito alla dichiarazione di un progettista di Chrome che ha rivelato, la settimana scorsa, come la nuova versione 3.0 sia più veloce, rispetto alla precedente, del 25% e superi di oltre il 150% la prima versione originale, debuttata esattamente un anno fa.
I test di Computerworld sono consistiti nella esecuzione di un benchmark di JavaScript su una macchina dotata di Windows XP Service Pack 3, benchmark eseguito per 3 volte per ogni browser, mediando, alla fine, i risultati.
È interessante notare che tutti gli implementatori di browser hanno giocato, nell'ultima versione, la carta dell'efficienza JavaScript; in particolare Mozilla ha puntato il dito verso la dichiarata efficienza del proprio motore TraceMonkey, presente nella versione 3.5.
Nessuna dichiarazione ufficiale è stata rilasciata dai produttori, ad eccezione di Microsoft che ha contestato la limitatezza e la faziosità del benchmark; ha inoltre evidenziato come quella che ha chiamato "browser drag race” sia ben poco significativa dell'efficienza di un browser. A dimostrazione ha riportato test sviluppati nei propri laboratori e relativi a operazioni di download da 25 diffuse destinazioni Web per dimostrare la superiorità del proprio prodotto.
Chrome è praticamente insignificante, a livello di presenza nell'arena dei browser. Accreditato del 3% a fronte del 67% del leader Internet Explorer, rappresenta il fanalino di coda dei prodotti di questo genere; Google ha sempre mantenuto alto il livello di attenzione dell'utenza verso il suo prodotto, introducendo, tra l'altro, versioni parallele per Macintosh e Linux.
Fonte: Ditii Comp.


















