Delle due aziende partner dello standard Micro Quattro Terzi, la prima a produrre una fotocamera basata sul nuovo standard è stata Panasonic, con la Lumix G1. Ora, a Photokina, Olympus espone un modellino della sua prima fotocamera di questo tipo (di cui non si sa ancora niente su nome, tempi e prezzi di lancio) ma che è già un piacere solo da vedere.

Il profilo della prima digitale Olympus Micro Quattro terzi, ancora un mock-up, un modellino. Sarà compatibile anche con le ottiche del Quattro Terzi tramite adattatore.
Sapevamo già che ridurre le dimensioni era uno degli scopi fondamentali che ha ispirato il nuovo standard. Ma un conto è la teoria, un altro sono i fatti, e le immagini che li documentano. Più ancora della Panasonic G1, che mantiene un'ergonomia vicina ad una reflex, qui abbiamo a che fare con una vera “compatta a ottiche intercambiabili”: le misure dichiarate alla presentazione avvenuta alla fiera di Colonia sono 120x65x32 mm: davvero una tascabile, a cui è difficile credere che si possa cambiare l'obiettivo.

Da questa angolazione si apprezzano meglio le dimensioni complessive che avrà la nuova macchina. Come si nota, l'ottica è decentrata.
Invece ci si potranno montare tutte le nuove ottiche che usciranno per il Micro Quattro Terzi, ma anche del Quattro Terzi, tramite adattatore. Certo, non si può pretendere che gli ingombri restino sempre ugualmente contenuti e i pesi ben bilanciati. Ma se per esempio ci montassimo l'Olympus 25 mm f/2.8, il famoso Pankake, la macchina potremmo ancora metterla tranquillamente in tasca.

Lo spessore del solo corpo macchina è dichiarato di 3,2 cm.


















