Alla lettura del pensiero non ci siamo ancora arrivati, ma un passo avanti significativo è stato fatto. I ricercatori dell'University College di Londra annunciano i risultati importanti di un esperimento: con uno scanner che registra l'attività cerebrale e un algoritmo che lo interpreta, il PC è in grado di distinguere tra diversi ricordi, individuarne la sequenza e quindi, entro certi limiti, dirci a cosa stiamo pensando. Anche se, precisano gli scienziati, il computer non è in grado di individuare il contenuto dell'evento richiamato alla memoria. Lo stesso team aveva già condotto altri esperimenti del genere ma più semplici: il brain scanner aveva potuto intepretare processi mentali come distinguere tra colori, oggetti o luoghi, oppure capire dove una persona si trovava all'interno di uno spazio virtuale. La lettura della memoria “episodica”, quella degli eventi di ogni giorno, spiegano, è ben più complessa, ma anche più interessante, perché contiene molte più informazioni: dove siamo, cosa facciamo, anche lo stato d'animo.
L'ultimo esperimento è stato condotto mostrando a una decina di volontari alcuni videoclip che mostravano azioni quotidiane molto semplici, come imbucare una lettera o gettare via il bicchierino del caffé: dopodiché è stato chiesto loro, a turno, di ricordare quanto visto, mentre uno scanner registrava il segnale del cervello. Questo, interpretato dal PC, ha permesso di capire in quale ordine i filmati visti venivano ricordati.
Apparentemente, quindi, non una scoperta sensazionale. Ma molto importante per la ricerca e per i possibili sviluppi: per esempio, si potrebbe arrivare a distinguere tra ricordi veri o falsi, vicini o lontani. E poi, sperano gli scienziati, la nuova scoperta, con ulteriori sviluppi, potrebbe avere applicazioni anche in campo medico. Riuscire a capire come i ricordi si formano, vengono immagazzinati nel cervello e quindi richiamati nelle persone sane, potrebbe aiutare a capire anche cosa non funziona nel cervello quando si sviluppa per esempio la demenza. E quindia arrivare anche a nuove terapie contro la perdita di memoria per danni cerebrali o per invecchiamento.
Fonte: BBC


















