Progettato e messo a punto da Kevin Warwick, docente ordinario di cibernetica all'Università di Reading (UK), Gordon è il risultato di una ricerca durata più di otto anni sulla possibilità di scambiare segnali neuroelettrici di origine organica con una periferica esterna.
Sei anni fa, il professor Warwick avviò la fase iniziale, sul campo, di sperimentazione di questo tipo di comunicazione impiantando una rete di 100 elettrodi nel suo avambraccio, riuscendo a controllare, attraverso di essi, una sedia a rotelle e una mano artificiale. Mantenne gli elettrodi impiantati per circa tre mesi e, quando alla fine vi furono rimossi, i chirurghi scoprirono che attorno ad essi si era formato tessuto organico segno della definitiva accettazione dell'impianto da parte dell'organismo. Durante tutto l'esperimento non ci furono segni di infezione o di rigetto locale.
Il passo successivo fu quello di creare una diretta integrazione tra cellule nervose viventi e Gordon, un piccolo robot molto simile al personaggio Wall-E di Pixar. La "mente" di Gordon è rappresentata da una serie di gangli neuronici fetali di un topo, alimentati in una soluzione ossigenata salina custodita in una grossa capsula di Petri. A questo apparato neurale, mantenuto in vita in un ambiente protetto alla temperatura di circa 30°, sono collegati 60 elettrodi, che catturano i segnali emessi dai neuroni. Warwick riferisce che i neuroni iniziali cominciano a formare connessioni dopo i primi 20 minuti di avvio dell'esperimento, con un inizio della riproduzione delle cellule stesse dopo circa tre settimane. Alla fine di questo periodo, il network così realizzato era costituito da circa 50-150.000 cellule.
Warwick ha progettato anche una serie di sensori ultrasonici che sistemati sul corpo di Gordon, trasmettono e ricevono informazioni a una frequenza di 250 ms, non a caso la stessa frequenza che utilizzano i pipistrelli per orientarsi durante il loro volo. Il primo test sul campo fu rappresentato dalla esplorazione di un recinto di dimensioni piuttosto piccole, area in cui Gordon "imparava" a muoversi evitando, attraverso l'uso di un sonar incorporato, di sbattere contro i muri. Particolare curioso, Warwick aveva a disposizione diverse "menti" e ha notato come l'uso di gruppi differenti di neuroni, pur provenienti dallo stesso ceppo, abbiano dimostrato diverse capacità di imparare.
Scopo finale della ricerca è quella di poter fornire a persone portatrici di handicap (cecità, morbo di Parkinson, plegia) una forma alternativa di controllo dell'ambiente, attraverso periferiche comandate da un sistema collegato a parti del sistema nervoso non affette dalla sindrome o dalla perdita della funzionalità.-
Fonte: Forbes News

















