Con questo titolo un'agenzia ha annunciato che Ashley Towns, l'ideatore di iKee, il primo worm per iPhone, è stato recentemente assunto da un'azienda che produce, appunto, applicazioni per questo smartphone.
La notizia ha creato un notevole rumore in ambito internazionale evidenziando, ancora una volta, il comportamento almeno opinabile di alcune aziende che sfruttano la notorietà di certi episodi, anche disonesti, a scopi pubblicitari.
Sophos, azienda leader nella realizzazione di prodotti per la sicurezza, ha per prima denunciato l'accaduto, condannando il comportamento dell'azienda. La denuncia è stata poi seguita da un coro di altre aziende leader, spiacevolmente sorprese dall'accaduto.
Comparso pochi giorni fa in Australia, il virus si limita a sostituire lo sfondo degli a iPhone con un'immagine di una popstar degli anni 80. In effetti si tratta di un virus che produce poco danno, tuttavia il suo codice, disponibile oltretutto anche su Internet, è stato già utilizzato per mettere a punto un elemento virale molto più dannoso.
Ashley Towns, specchio dei tempi, ha oltretutto, sulla sua pagina di Twitter, esultato all'annuncio, autodefinendosi uno "sviluppatore di applicazioni per iPhone". Mogeneration, l'azienda che lo ha assunto, ha evitato qualunque commento, specialmente quando molti, sui diversi blog, hanno fatto notare che l'autore si è dichiarato orgoglioso del proprio disonesto gesto, affermando, oltretutto, di aver ottenuto una ricompensa per la sua bravura!

Un poco come premiare, per la sua bravura, un killer capace di colpire al cuore al primo colpo... ha commentato un osservatore, ma non si tratta certamente nel primo caso né dell'ultimo. Vergognosi episodi di questo tipo si sono susseguiti nel tempo: ad esempio, nel 2001, il sindaco di Sneek, la città natale del creatore del worm Anna Kournikova, candidò il creatore a un posto nell'amministrazione locale.
Sven Jaschan, ideatore di NetSky e Sasser, viene assunto da un'azienda tedesca operante nel settore della sicurezza IT, per non parlare di un hacker cinese che, nel 2007 infettò con un malware di sua ideazione la rete di un'azienda locale, ricevendo da un gruppo giapponese un'offerta di lavoro e uno stipendio mensile di 1 milione di yen.
Fonte: Sound Public Relations e Sophos


















