Dell Inc. e di Hewlett-Packard Corporation , i due produttori di PC più grandi del mondo, hanno affiancato Microsoft nell'appello contro il blocco delle vendite di Microsoft Word negli Stati Uniti.
Le due società, che si sono presentate come "amicus curiae”, termine giuridico che indica persona affiancatrice durante un processo, ha chiesto di essere presente all'appello di Microsoft presentato alla corte federale, appello che tende a cancellare il verdetto del tribunale superiore del Texas che impedirà a Microsoft di vendere, dopo 10 ottobre, versioni di Word 2003 e 2007.
La richiesta presentata dalle 2 società prevede la sospensione dell'ingiunzione o, in alternativa, l'estensione della data di proibizione di 4 mesi.
Lungi però da qualsiasi idea che l'iniziativa possa essere stata trattata da pura solidarietà. I due produttori di computer si troverebbero in difficoltà, in caso di applicazione del verdetto, in quanto sarebbero costretti a modificare il loro software personalizzato di installazione del sistema operativo sulle loro macchine, software che include, a tutt'oggi, copie di Microsoft Office in versione trial. E poiché la proibizione si estende anche alle versioni di prova, i 2 produttori avrebbero grosse difficoltà ad aggiornare il parco macchine ancora invenduto presso i loro rivenditori.
Inoltre qualunque versione modificata di Word che rispettasse l'ordinanza del giudice creerebbe lo stesso tipo di problemi ad ambedue.
Ovviamente, è apparsa immediatamente poco credibile la giustificazione che l'iniziativa è invece dettata, secondo i due costruttori, dall'esigenza di non creare traumi (?!) negli utilizzatori.
Portavoce delle 2 società, congiuntamente, hanno affermato che "l’ingiunzione della corte distrettuale del Texas avrebbe un impatto disastroso sull'utenza", dimenticando (o facendo finta di dimenticare) che l’ingiunzione non si applica al software già installato.
In altri termini, la scadenza di ottobre metterebbe in grosse difficoltà le due aziende. Esse dovrebbero ricevere il nuovo codice da Microsoft, testarne la funzionalità sui loro prodotti, creare le copie immagine per l'installazione e sostituire tutto il software attualmente giacente presso i distributori. Operazione questa che richiederebbe un impegno tecnico e finanziario che non sono disposte ovviamente ad affrontare.
Il 23 settembre è la data per la prima udienza. Nel frattempo Microsoft non ha rilasciato alcuna dichiarazione riguardo all'adesione dei due partner alla sua iniziativa.
Fonte: San Francisco Chronicle


















