Dopo infiniti rinvii e promesse, pare che il passaggio al digitale terrestre cominci a diventare una realtà; la Sardegna ha avviato un preannunciato programma di spegnimento dei vecchi ripetitori analogici divenendo, di fatto, la regione italiana che per prima abbandonerà la tv tradizionale.
Grazie alla cooperazione di Rai, Mediaset, Telecom Italia e SportItalia, gruppo di aziende che si è assunto il compito di gestire la transizione, circa un milione mezzo di utenti utilizzano già questa tecnologia per guardare i programmi televisivi.
Andrea Ambrogetti, manager di Mediaset e presidente del consorzio, ha annunciato, un po' enfaticamente, che la "televisione del futuro" diventerà, durante l'anno, una realtà in molte zone d'Italia, con la possibilità di usufruire di 26 canali gratuiti, che saranno successivamente ampliati in numero e servizi.
La prossima regione nella quale verrà avviato il processo sarà la Val d'Aosta cui seguiranno il Piemonte, il Trentino, il Lazio e la Campania.
La completa e definitiva trasformazione degli impianti è comunque ancora di là da venire, considerando che, per la fine dell'anno, prevedibilmente saranno serviti non più di 6 milioni di utenti. Nel comunicato trasmesso dalla DgtVi, è stato comunque presentato un calendario di massima del progetto.
Nello stesso comunicato, Ambrogetti fa rilevare come l'Italia sia all'avanguardia nella transizione in sede europea, trasformazione che dovrebbe vedere la conclusione per la fine del dicembre 2012. Ricordiamo che solo 2 nazioni, i Paesi Bassi e la Svezia, sono completamente digitalizzati e la Gran Bretagna è sul punto di concludere le sue operazioni.
Lo Stato ha previsto, per il passaggio alla nuova tecnologia, un contributo di € 50 per l'acquisto del decoder, ove mai i televisori non fossero già predisposti (si calcola che, attualmente, solo il 25% degli apparecchi televisivi venduti nell'ultimo anno siano già predisposti per la ricezione).
La trasformazione degli impianti domestici è particolarmente semplice, trattandosi solo di eseguire alcuni collegamenti con cavi compresi nel decoder. In Sardegna, nazione pilota, più di metà delle famiglie non ha avuto alcun problema nella ricezione e sincronizzazione dei canali.
Il problema è che difficilmente il digitale terrestre riuscirà a coprire per intero il territorio italiano, e resteranno probabilmente ampie zone di mancata o scarsa ricezione anche avvicinandosi alla scadenza. Per questo la Rai si sta ad esempio attrezzando per portare anche sul satellite i canali del digitale terrestre, visto che la parabola risolve il problema delle aree più remote.
Fonti: Dgtvi, Normativa europea sul digitale terrestre


















