La polizia di mezzo continente ha condotto, la settimana scorsa, un'azione coordinata nei confronti dei fornitori di servizi e di singoli utenti per intervenire su siti Web sospettati di offrire contenuti, coperti dal copyright, in forma di file sharing.
L'operazione è ancora in corso, ha riferito il portavoce di un ufficio governativo belga.
L'iniziativa, partita proprio da questa nazione, è stata avviata attraverso la richiesta alla polizia svedese di condurre una serie di ispezioni, in totale sette, in diverse città.
Successivamente la richiesta è stata allargata alla Norvegia, al Belgio, alla Gran Bretagna, alla Germania e all'Italia.
Bersaglio dell'indagine sono stati i siti cosiddetti “warez”, che offrono servizi di file sharing e di materiale diverso senza gli opportuni permessi o autorizzazioni.
Sebbene le indagini siano ancora coperte dal più stretto riserbo, pare che in Svezia 4 gruppi siano stati individuati e sottoposti ad accertamenti già dopo ventiquattr'ore di intervento.
Facevano parte del personale di queste organizzazioni anche persone in precedenza legate al motore di ricerca Pirate Bay.
Inoltre in Svezia (capofila dell'iniziativa) già è stato provveduto al sequestro di attrezzature in almeno 20 siti, tra cui perfino un laboratorio dell'Università di Umea. In ottica di cautela, comunque, la polizia svedese ha riferito che il sequestro è stato eseguito solo per recuperare informazioni circa gli indirizzi IP.
L'iniziativa, ovviamente, ha ricevuto un forte plauso da parte delle più importanti aziende di entertainment che, sebbene non coinvolte direttamente nell'azione, hanno dichiarato di essere a disposizione per fornire il più adeguato supporto tecnico all'operazione.
Nei prossimi giorni dovrebbero essere disponibili i primi risultati dei raid.
fonte: The WHIR Web Host Industry Review


















