Errata corrige: Facebook sul lavoro fa perdere tempo. Qualche settimana fa erano circolate voci a favore dei siti di social networking, ma adesso si fa sentire anche l'altra campana. La notizia del giorno è che Poste Italiane ha bloccato l'accesso a Facebook per i suoi dipendenti. Le Regioni Lombardia e Veneto ci hanno fatto un pensierino.
Altri l'accesso l'hanno razionato, come le caramelle per i bambini golosi. Per esempio, i dipendenti del Comune di Napoli possono usare Facebook per un'ora al giorno al massimo, e in sessioni di 10 minuti per volta. Mentre lo stesso Comune ha impedito del tutto di entrare nel blog di Beppe Grillo, il più cliccato dagli italiani. Perché gli enti pubblici si sono accorti che per arginare il fenomeno dei fannullloni i tornelli del ministro Brunetta non bastano più: la nuova frontiera, come al solito, è on line.
In controtendenza ci sono il Comune di Torino, che blocca solo siti porno e gioco d'azzardo, e, tra i privati, la FIAT: Facebook è un ottimo strumento di marketing per l'azienda di Torino, che mettendo su Facebook i modelli di auto li promuove benissimo.
E all'estero come va? Prevale la linea dura. In Gran Bretagna due terzi delle aziende bloccherebbero l'accesso ai siti di social networking. In USA, secondo un'indagine che risale all'estate scorsa e fatta da un'azienda che si occupa di sicurezza informatica, metà delle aziende chiude gli accessi, ma prprio Facebook è bloccato solo nel 26% dei casi. In Canada, invece, la provincia dell'Ontario ha detto no ai suoi dipendenti fin dal marzo 2007.
Da noi siamo solo all'inizio, ma c'è da considerare che Facebook in italiano è arrivato solo questa primavera, ed era usato da meno di un milione di persone al mese, passate a 4,2 milioni in 6 mesi, da marzo a settembre.
Fonte: La Repubblica


















