Niente "panic button" nelle pagine principali di Facebook. I dirigenti del social network fanno marcia indietro, dopo aver dichiarato, poco prima, di “non avere obiezioni di principio” a inserire un pulsante dedicato a segnalare alle organizzazioni di tutela dei minori i casi di sospetti pedofili o comunque di pericolo per bambini e ragazzi. In particolare, nel caso dell'UK (a cui si riferisce la vicenda che andiamo a raccontare), il Child Exploitation and Online Protection, CEOP.
La questione è tornata in primo piano dopo l'omicidio di una diciassettenne, lo scorso ottobre, attirata in trappola postando una foto su Facebook sotto falso nome. In seguito al tragico episodio, era stato richiesto a Facebook di inserire il link al Ceop. I responsabili del sito, che hanno dichiarato “il profondo dispiacere per la tragica morte”, hanno incontrato il ministro dell'interno inglese Alan Johnon, e nell'incontro appunto avevano espresso la disponibilità a inserire nel sito il “panic button”. E un altro incontro era già previsto per il prossimo 12 aprile, a Washington, tra Facebook e lo stesso Ceop, per discutere ulteriormente il problema.
Ma intanto, già durante l'incontro col ministro inglese, Facebook aveva difeso l'attuale sistema di report del sito, sviluppato in base a milioni di report arrivati negli anni, e che sarebbe in grado di gestire un'ampia gamma di casi, dalla semplice foto imbarazzante ai casi più seri (definiti "rarissimi") che vengono subito segnalati alle forze dell'ordine. Facebook si impegna comunque a migliorarlo ulteriormente, inserendo link a più organizzazioni di tutela dei minori - tra cui naturalmente quella al Ceop.
Soluzione che non soddisfa il capo della stessa organizzazione, che vorrebbe il pulsante di report nella pagina principale di ogni profilo: soluzione che sarebbe rassicurante per bambini e genitori e viceversa deterrente per i malintenzionati. Sulla stessa linea anche il ministro Johnoson: inserire un link fisso per segnalare gli abusi potrebbe migliorare sostanzialmente la protezione dei minori, e questa considerazione dovrebbe essere prioritaria per i responsabili del sito.
Fonte: BBC


















