Finita l'euforia iniziale per il lancio del browser firmato Google, ci si interroga su quale possa essere la strategia di medio periodo del colosso di Mountain View.
Nel 2008 Chrome ha rosicchiato, partendo da zero, solo una piccola quota di mercato, che al momento non sembra poter insidiare le prime tre posizioni del mercato dei browser, che vedono in testa sempre IExplorer al 73,37% (ma due anni fa era oltre l'80%), seguito da Firefox con il 18,63 e Safari al 6,17 %.
Le cose però sono destinate a cambiare in breve tempo, come testimoniano i nuovi accordi che il motore di ricerca sta intessendo proprio in questi giorni per aumentare la diffusione del suo browser. Ma se il primato di Microsoft per il momento è difficile da incrinare, colpire Firefox sarebbe molto più facile e permetterebbe a Chrome di salire di molti punti in classifica.
Si stima infatti che l'88% dei finanziamenti che permettono a Mozilla di sopravvivere e mantenere l'aggiornamento del progetto Firefox, provengano proprio da Google, che paga profumatamente affinché il suo motore di ricerca sia inserito per default nell'interfaccia del browser.
Basterebbe che Google riducesse drasticamente questi finanziamenti per strangolare Mozilla e liberare il campo da un ostico concorrente in piena crescita.
Certo un simile gesto improvviso metterebbe Google sotto una cattiva luce provocando molte proteste, ma basterebbe fare le cose gradualmente per ottenere lo stesso risultato in modo meno clamoroso ma altrettanto efficace.
Mozilla farebbe quindi bene a guardarsi le spalle e a cominciare a cercare nuovi finanziatori.
Fonte: eweek


















