Francia, repressione o regolamentazione?

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06
01 2010
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Di Raffaello De Masi

Giunge alla conclusione il lungo iter legislativo destinato a combattere il file sharing illegale

 

Il disegno di legge, fortemente voluto dal presidente Sarcozy e che è stato oggetto di acceso dibattito sia in sede legislativa che di opinione, è giunto finalmente all'approvazione.


La legge, indicata con il nome “Creation et Internet” ma meglio nota come Legge Hadopi, regolamenta il sistema di vigilanza delle autorità sui comportamenti degli utenti Internet.


La norma, che diviene oggi la più severa in merito, prevede che l'utente colto a scaricare illegalmente contenuti protetti da copyright verrà inizialmente avvisato per e-mail.

 La reiterazione del reato comporterà poi un avviso scritto per lettera e, infine, la sospensione del servizio di collegamento.


Il disegno di legge iniziale prevedeva che la commissione, la Hadopi (acronimo, in francese, di Alta Autorità per la diffusione delle opere e la protezione dei diritti su Internet) appunto, aveva l'autorità di sospendere immediatamente il collegamento.

L'accusa di arbitrarietà insito in questa facoltà, che avrebbe assegnato tale discrezionalità a un ente senza diritto a esercitarla, ha trasferito la funzione di sospensione a un giudice, che valuterà, volta per volta, la congruità della violazione con le norme di legge, a seguito della segnalazione della commissione stessa.


La legge, fortemente voluta dal presidente che l'ha definita, dando dimostrazione di particolare immodestia, un modello che tutti quanti gli altri paesi europei dovrebbero seguire, appare, nella sua applicazione, ben lungi dal rappresentare un ostacolo al file sharing. Sebbene uno dei promotori della rete stessa abbia trionfalmente assicurato, ad una intervista rilasciata alla BBC, che già dopo il primo avviso la maggior parte degli utenti smetterà di scaricare contenuti illegali, diversi siti, tra cui Torrent Freak hanno già dimostrato ampiamente che esistono numerosi metodi per aggirare, in maniera facile e sicura, l'ostacolo, rimanendo anonimi durante le operazioni di download.


Insomma, tanto rumore per nulla, fatica e tempo sprecato per un lungo lavoro che le opposizioni, già alcuni mesi fa, avevano definito del tutto inutile, anche attraverso una precisa relazione del gruppo “La Quadrature du Net”.

Resta comunque l'interrogativo, dal punto di vista etico e legale, sulla liceità del fatto che venga chiamato a rispondere del reato non chi lo commette ma il titolare dell'abbonamento.


Paris Match si chiede, in un editoriale, quanto possa essere giusta e legittima la disconnessione in caso di condivisione della stessa tra molti utenti, ad esempio in un aeroporto, un villaggio turistico, un albergo. In questo caso, l'interpretazione ottusa della legge penalizzerebbe decine o addirittura centinaia di altri utenti che utilizzano la stessa connessione in maniera perfettamente onesta.


Ironicamente, un blog francese tra i più frequentati ha ferocemente ironizzato sulla legge, indirizzando al presidente una lettera in cui lo rassicurava che, se il suo impegno nel promuoverla era legato al timore che potessero essere piratate le “litanie” (questa la parola utilizzata) cantate dalla moglie Carla Bruni, avrebbe potuto dormire tra due guanciali, visto che questo pericolo è sempre stato assolutamente inesistente.


Notizie complete sulla legge e le sue implicazioni sono reperibili sulla edizione francese di Wikipedia
 

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