“Non passate a Windows 7”: questo il messaggio della Free Software Foundation, che ha lanciato una campagna contro il sistema operativo Microsoft, con tanto di sito dedicato (“I peccati di Windows 7”), ha spedito 499 lettere ad altrettante aziende USA (tutte tranne naturalmente esclusa quella di Redmond) elencate dalla rivista Fortune e ha lanciato una raccolta fondi per spedirne ancora di più.
Le ragioni per cui la fondazione per il software libero sconsiglia il sistema operativo dell'azienda fondata da Bill Gates non riguarda in realtà l'ultima versione in quanto tale, ma in generale il sistema operativo e i relativi software che diventano – questa l'accusa – un formidabile strumento di monopolio e di abuso, mantenuti anche attraverso la corruzione. Le accuse vanno dall' “inquinare l'educazione dei bambini” al violare la privacy, per esempio con Windows Genuine Advantage (nome giudicato ingannevole) per controllare di fatto il contenuto degli hard disk, con tanto di diritto a farlo senza preavviso contenuto nel contratto di licenza che va sottoscritto per poter usare il sistema operativo.
Ancora, dice la fondazione, Microsoft impone le specifiche hardware alle aziende produttrici di PC, che di fatto vengono sempre precaricati con Windows, anche quelli su cui poi viene installato Linux. Altri torti di Redmond sono costringere gli utenti ad aggiornare il sistema operativo, con versioni sempre più esignenti in termini di risorse hardware, di violare i termini del DRM, d'accordo con le grandi aziende proprietarie dei contenuti stessi; e ancora, di impedire il diffondersi di formati alternativi ai propri (per esempio OpenDocument alternativo a Word) ricorrendo anche alla corruzione. Infine, di minacciare la sicurezza informatica degli utenti, in quanto Windows soffre da anni di problemi di vulnerabilità che permettono agli hacker di infettare i PC e prenderne anche il controllo all'insaputa dei proprietari. E per risolvere il problema, questi devono ancora ricorrere al fornitore del software in quanto esso - a differenza dell'open source - è “chiuso”, non gestibile e non condivisibile dagli utenti finali.
Fonte: Free Software Foundation


















