L'idea di base è semplice come l'uovo di Colombo: se la fotocamera imita il funzionamento dell'occhio umano, e i nostri occhi vedono la terza dimensione perché sono due, allora per fotografare in 3D basta dare "due occhi" anche alla fotocamera e sincronizzare tra loro le informazioni che ricevono attraverso la luce.
Realizzarlo tecnicamente è un po' meno semplice: il traguardo l'ha tagliato per prima Fujifilm, che proprio sul “catturare quello che si vede con gli occhi” ha basato le proprie tecnologie: Super CCD, alta sensibilità, gestione del disturbo digitale.
Non a caso l'ha chiamata Real Photo Technology l'innovazione presentata al Photokina di Colonia. Dunque, due CCD e due obiettivi Fujinon, e le misurazioni per la ripresa (esposizione messa a fuoco, zoom) duplicati e coordinati istantaneamente tra loro. Il “coordinatore” è il nuovo processore RPP (Real Photo Processor) 3D, e si occupa di sincronizzare le operazioni per foto e filmati con una precisione dichiarata al millesimo di secondo.

Siccome non avrebbe senso riprendere in 3D e vedere solo in 2D, Fujifilm ha sviluppato per la fotocamera un LCD da 2,8” e 230.000 pixel, ma anche un nuovo monitor LCD da 8,4” e 460.000 pixel. Entrambi dotati di un “modulo di controllo della direzione della luce”, che la dirige separatamente all'occhio destro e al sinistro, dando una visione “stereoscopica” e quindi tridimensionale. E inoltre risolverebbe i problemi dello sfarfallio e delle immagini fantasma.
La fotocamera raddoppiata, con due obiettivi e due sensori, apre scenari inediti anche per la fotografia 2D: per esempio, scattare nello stesso momento in grandangolo e in tele, oppure filmare e fotografare contemporaneamente, oppure ancora fotografare due punti del panorama nello stesso momento e quindi non avere più il problema dell'esatta corrispondenza per combinarli. Per completare la catena, Fuji ha sviluppato anche la tecnologia 3D per la stampa, che usa un foglio dotato di microlenti a trama fitta che ottengono l'effetto tridimensionale combinando diversi punti di visione sulla stessa immagine.
Insomma, sulla carta una vera rivoluzione.


















