La corte di New York ha rimandato, ancora una volta, la decisione finale riguardo alla liceità del progetto di Google di pubblicare volumi in forma digitale. Il motivo di questo ritardo è rappresentato dall'enorme mole di eccezioni che ben 27 aziende hanno deciso di portare nel dibattimento.
Di queste, 5 , capitanate da Sony, si sono espresse a favore dell'iniziativa, mentre 22, tra cui Amazon, Microsoft, OpenBook Alliance hanno opposto una strenua resistenza alla realizzazione del progetto.
L'arma, potente e definitiva, in possesso di questi ultimi è rappresentata dalle severe leggi sul copyright vigenti negli Stati Uniti.
E proprio per sfruttare a proprio favore queste leggi, Google ha annunciato, nell'attesa della sentenza, di avere intenzione di avviare un progetto di digitalizzazione dei cosiddetti " libri orfani", prodotti editoriali di cui non è stato più reclamata la proprietà o per i quali i diritti di copyright sono definitivamente scaduti.
La scansione dei cosiddetti “out-of-print books” sarebbe già cominciata, anche se, stavolta, Google ha mantenuto il più stretto riserbo sulla possibile pubblicazione. Probabilmente il tutto in attesa di aspettare la sentenza finale della corte e per evitare di inasprire, ancora di più, gli animi di aziende che, inutile nascondersi dietro un dito, stanno contrastando l'iniziativa più generale proprio per cercare di limitare l'espansione di Google in ogni forma di campo, espansione che appare inarrestabile.
Non a caso è delle scorse settimane la notizia che l'azienda pare voglia entrare, entro l'anno, nel mercato della distribuzione dell'elettricità, trasformandosi in un vero e proprio imprenditore industriale.
Fonte: DailyFinance


















