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Perché Apple e Microsoft non possono battere Google

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09
03 2010
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Di Giulio Mandara

Le aziende di Cupertino e Redmond, pur leader da tempo, non sono riuscite a fermare BigG, che oggi le insidia su tutti i fronti, fino a costringerle a inseguire. E in futuro potrebbe andargli ancora peggio

Che Google sia un'azienda sempre più protagonista del web e del mondo IT, e soprattutto estremamente dinamica, è sotto gli occhi di tutti. Il motore di ricerca, primo servizio fondamentale di Mountain View, rimane centrale, ma attorno ad esso si sono aggiunti sempre più servizi web-based, dalla mail ai documenti condivisi, dall'album fotografico alle mappe, fino al browser Chrome, e ai sistemi operativi, Chrome OS e Android. E infine ha cominciato a entrare nel mercato dei prodotti off-line, sia pure sempre con lo scopo di tenere la gente sul web, suo core business grazie alla pubblicità.

Don Reisinger, esperto di IT e tra l'altro opinionista di Cnet, ha provato ad analizzare le ragioni di questo successo, e soprattutto del perché due colossi già affermati da decenni nel mondo ICT come Apple e Microsoft, non siano riusciti a contenere l'ascesa di Google, e oggi se la trovino anzi come temibile concorrente anche sul loro stesso terreno. Secondo Reisinger, per esempio, gli smartphone Android in un prossimo futuro potrebbero scalzare il primato dell'iPhone, così come Chrome OS rappresenta una seria minaccia al predominio di Windows 7 sui netbook. Ma l'analista raccoglie ben 10 ragioni a favore di BigG, “10 cose che Apple e Microsoft non hanno capito di Google”, per cui, in sostanza, l'hanno sottovalutata.

1 Il motore di ricerca. Il primo servizio offerto storicametne da Google (fino all'indentificazione tra le due) è la ricerca. Che resta comunque centrale in tutti i servizi web offerti da BigG, con lo scopo di mantenere l'utente sul proprio sito, e fare in modo che ci torni il più possibile. Qui lo sfidante è Microsoft, che a sua volta dovrebbe sfruttare maggiormente il proprio motore di ricerca Bing.

2 Google non teme le cause legali. Qui il riferimento esplicito è alla causa di Apple contro HTC per colpire Android. Secondo Reisinger, la strategia è sbagliata: Google – peraltro mai citata nella causa di Apple - affronta da anni battaglie in tribunale, ma queste il più delle volte non le hanno creato veri problemi per il suo business né l'anno costretta a cambiare strategia.

3 Per Google l'advertising è tutto. Quello che conta per Google è solo la pubblicità, unica vera fonte di reddito per Mountain View. Tutti i servizi di Google, da Gmail ad Android, puntano a tenere la gente sul web per massimizzare i profitti. Questo modello di business le ha permesso di offrire agli utenti moltissimi servizi gratuiti. E contro ciò che è gratis “è dura competere”: Apple e Microsoft devono prenderne atto.

4 Android insidia iPhone. Anche se oggi Apple è laeader grazie all'iPhone, non è affatto detto che questo primato rimanga tale nel futuro: i sostenitori di Android credono che il sistema operativo di Google possa addirittura eclissare la stella di Cupertino. Che oggi non sembra preoccupata, ma dovrebbe ricordare che Google non gareggia per il secondo posto.

5 Chrome OS contro Windows. Il ragionamento di Reisinger è parallelo al precedente, mettendo al posto di Android Chrome OS e al posto di iPhone Windows. Il sistema operativo sul web rappresenta qualcosa di originale e innovativo per gli utenti abituati da decenni ai prodotti di Redmond.  E questo potrebbe cambiare completamente lo scenario dei sistemi operativi, in particolare sui netbook. Anche se Microsoft a sua volta  promette i propri servizi in cloud e conta sul successo di Windows 7, la sua leadership è tutt'altro che sicura (il nostro approfondimento su Chrome OS si trova qui).

6 Google Chrome contro Internet Explorer. Quello di Google è l'unico browser che negli ultimi mesi ha fatto segnare una crescita positiva. Per giunta ora ha un formidabile alleato sul mercato europeo: il ballot screen, che propone browser alternativi a Internet Explorer per Windows 7. Chrome potrebbe ridurre non di poco il fatturato di Microsoft, e non è chiaro se a Redmond l'hanno davvero capito.

 7 Google, "azienda ovunque". Ne abbiamo accennato al'inizio: nato come motore di ricerca e mantenendo centrale questo servizio, Google oggi sta entrando rapidamente in diversi mercati: compreso quello delle infrastrutture, con la fibra ottica a 1 Gbps. E cercherà di entrare ed espandersi ovunque può.

8 Google compra i concorrenti. Se serve ad accrescere il proprio business, Google non si fa problemi a inglobare la concorrenza. Solo quest'anno ha comprato ReMail, per la ricerca sulla mail mobile, e Picnik per il fotoritocco. Wikiperdia riporta la lista completa delle acquisizioni di BigG, che è molto lunga, mentre in confronto Apple e Microsoft sono rimasti a guardare, ed è meglio che si muovano prima che Mountain View si prenda tutte le aziende migliori sul mercato.

9 Google odia Microsoft. Le mosse di Mountain View in dieci anni hanno abbondantemente dimostrato che Microsoft è il nemico giurato: Google ha dominato Search, sfidato Hotmail, reso obsoleto Windows Mobile. insomma, sta riducendo l'influenza di Microsoft nell'industria.

10 Google ha ingannato Apple. Non dimentichiamo che il CEO di Google Eric Schmidt, già in quel ruolo, ha fatto parte del direttivo Apple, fino a quando non si è manifestato un evidente conflitto d'interessi, e oggi Steve Jobs lo considera un concorrente di primo piano per il mercato mobile. E anche Chrome fa concorrenza a Safari, anche se quest'ultimo non è protagonista tra i browser come Explorer. Soprattutto, per anni Google ha finto di avere nel mrino solo Microsoft, ma oggi è chiaro che le cose non stanno così. Ed è ora che Apple ne prenda atto.

Fin qui l'analisi di Don Reisinger (presentata nella nostra fonte come uno slideshow). Sarà interessante vedere nel prossimo futuro quanto e come le sue previsioni si avvereranno.

Fonte: Eweek.com

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