Si chiama Mian Mian, ha 39 anni ed è una scrittrice cinese famosa per i suoi racconti a base di sesso, droga alcol e malavita. È lei la protagonista della prima causa legale intentata in Cina contro Google per violazione del copyright. La notizia è riportata da AFP e ripresa dalla stessa Google. A raccontare la vicenda è l'avvocato della scrittrice, che punta a un risarcimento equivalente a quasi 9000 dollari.
Google infatti avrebbe digitalizzato illegalmente Acid Lovers, terzo romanzo di Mian Mian. I suoi libri, tradotti in diverse lingue, peraltro sono in gran parte vietati in Cina, ma di fatto disponibili nel mercato nero soprattutto dopo la pubblicazione di Candy, il romanzo che le ha dato il successo nel 2000, una storia di gangster, prostitute e artisti nei bassifondi di Shenzhen.
E se il caso di Mian Mian fa notizia perché è il primo in Cina che andrà in tribunale, non è certo il primo caso di libri cinesi finiti online a cura di Google: secondo la All China Written Works Copyrigt Society – che sosterrà la scrittrice - i titoli sarebbero già decine di migliaia, e centinaia gli autori. Per questo rappresentanti dell'associazione sono in trattativa con Google, per ottenere le scuse ufficiali e poi ottenere un compenso: l'obiettivo infatti non è quello di ostacolare il progetto di Google Books, di portare i libri in digitale, ma ottenere il riconoscimento del diritto d'autore. Da parte sua Google China per ora non ha commentato la vicenda.
Quello cinese non è certo il primo caso di citazioni contro Google Books: e se con gli editori americani un accordo è stato raggiunto, è di pochi giorni fa la notizia della multa di 300.000 euro comminata a BigG da un tribunale francese.
Fonte: AFP


















