Dopo l'annuncio della scorsa settimana dell'iPad che ha rivoluzionato il mondo dell'informatica personale, Steve Jobs si è reso disponibile a rispondere a domande senza un tema prefissato, utilizzando un incontro più o meno informale o, come lui stesso ha riferito, "guardandosi negli occhi".
L'argomento principale dell'incontro è stato Google e Adobe e, per certi versi, si trattava di qualcosa di preannunciato. Infatti non poteva non entrare nel discorso la presentazione di Nexus One, avvenuta il 5 gennaio, stranamente coincidente col giorno in cui veniva pubblicizzato il record di vendite su iTunes, già preannunciato.
Jobs ha puntato il dito contro l'ipocrisia del motto "non essere malvagio", il mantra di Google coniato da Sergey Brin e che è stato più volte sbandierato come punto di riferimento dell'azienda, il quale fin dalla nascita della sua creatura aveva dichiarato che non avrebbe mai usato i dati in possesso dell'azienda per scopi malevoli attenendosi sempre a un codice di condotta leale e "dalla parte dei buoni".
I recenti fatti cinesi, che hanno dimostrato come Google si sia volentieri assoggettata, negli anni scorsi, alle regole antidemocratiche imposte dalle autorità di quel paese pur di continuare ad allargare la sua influenza e i suoi profitti, dimostra ampiamente l' ipocrisia e la slealtà di questa azienda che non ha alcun rispetto delle regole del mercato e pretende di poter invadere campi altrui senza mantenere quel minimo di lealtà che pur sempre un'azienda commerciale dovrebbe avere bene in mente.
L'accenno all'arrivo del Nexus non è neppure molto velato, né Jobs ha fatto qualcosa per poterlo nascondere. "Noi non siamo entrati nel business dei motori di ricerca ma Google pensa di poter invadere il business della telefonia. Ma si sbaglia di grosso! Non glielo lasceremo fare! Altro che "fare i buoni", sono solo dei pagliacci". E a questa affermazione, l'uditorio è scoppiata in un grande applauso.
La discussione non ha risparmiato Adobe; Jobs ha definito l'azienda “lazy”, pigra. Secondo il CEO avrebbe ogni potenziale per mettere in campo prodotti interessanti ma l'indolenza del gruppo dirigente ha da tempo chiuso la porta dell'innovazione.
"Apple", riferisce ancora Jobs, "non supporta Flash perché è pieno di bug, e l'azienda, invece di sanarli, continua a distribuire nuove release che non fanno altro che aggiungere nuovi buchi alla collezione già esistente. Se i Mac vanno in crash è, nella maggior parte dei casi, a causa di Flash e continueremo a non supportarlo. Il mondo presso lo abbandonerà, per abbracciare HTML 5”.
Sempre a proposito di HTML5 è da riferire che la stessa Google, la scorsa settimana, ha prodotto una propria versione HTML5 di Google Voice, capace di produrre prestazioni ritenute da Wired.com "impressionanti" su Safari per iPhone. Apple, riguardo a questa versione, non ha né approvato né rifiutato ufficialmente la sua implementazione sugli iPhone.
Fonte: MacBlips DailyRadar


















