Google ha sospeso il servizio di redirecting automatico del traffico del suo motore di ricerca, inaugurato alla fine di marzo.
In quella data il gigante, che dopo un braccio di ferro particolarmente duro e per certi versi anche violento aveva deciso di chiudere ogni rapporto con la Cina, aveva creato un sito, Google.com.hk che dirigeva il traffico verso Hong Kong consentendo ai navigatori cinesi di ottenere gli stessi risultati impossibili in patria.
All'epoca Google aveva affermato che questa operazione aveva rappresentato, per il problema, una "sensibile soluzione", pur ammettendo che la Cina avrebbe potuto, in ogni caso, bloccare anche l'accesso a questo sito in ogni momento.
Questo però non è avvenuto; ciononostante da parte delle autorità cinesi sono state fatte pressioni perché fosse la stessa Google a chiudere il servizio.
A tal proposito David Drummond, vicepresidente senior della sezione sviluppo di Google e addetto ai contatti con gli uffici legali, aveva dichiarato, giorni fa, che nuovi contatti con il governo cinese avevano dimostrato la volontà delle istituzioni di voler cercare una soluzione onorevole per le due parti onde evitare che "la Cina restasse al buio".
Un segnale di distensione risulta essere il fatto che il sito Google.cn, riabilitato, mostra oggi un avviso che invita gli utenti a trasferirsi alla pagina Google.com.hk.
Contemporaneamente Google ha annunciato di aver interrotto il redirecting verso la nuova destinazione per un "piccola percentuale" di utenti. Nell'annuncio si legge anche che, prossimamente, questo servizio non sarà più disponibile.
In chiusura di articolo, giunge la notizia che ambedue i contendenti hanno fatto un passo indietro nella contesa, ormai consci del danno reciproco, alla ricerca di un possibile accomodamento. Di questa evoluzione tratteremo più ampiamente domattina.
Fonte: Misasia


















